CONVEGNO IMPORTANTISSIMO
Rispetto

Gianluigi Marcora

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Cominciamo dal cuore. Inteso come organo "pensante" e non solo quale organo pulsante. Ce n'è bisogno e non si può sottacerne. Sabato 18 febbraio con inizio alle ore 14.00 presso la Sala Tramogge ai Molini Marzoli di viale Cadorna a Busto Arsizio andrà "in onda" un Convegno importantissimo a cui chiediamo di partecipare soprattutto agli uomini, affinché – del problema – se ne facciano una ragione.
Anche le donne – ovviamente – dovrebbero prendere nota, altrimenti il… gioco diventa impari.
Che c'è? Il titolo del Convegno è emblematico: "la violenza tra le mura domestiche".
I relatori sono qualificatissimi e (consentitemelo) di tutto rispetto sia per il lavoro che svolgono sia per l'esperienza che si sono accumulata. Prima del dettaglio, un pensiero. Sono contrario a ogni tipo di violenza e non vado a tuffarmi sulla "violenza corporale" (quella è oscena e fuori discussione. Non si fa e punto). Troppo facile per un uomo essere più forti di una donna. Per la struttura fisica, per la forza materiale, per una società che fino a ieri era tipicamente maschilista e che oggi sta tentando (a fatica) di riconoscere la parità dentro una parola che molti ancora ignorano e che si chiama RISPETTO!
 
La violenza tra le mura domestiche, la si esercita in diverse maniere: qui comando io (è la più stupida) e qui le regole le detto io (la più cretina) e solitamente è l'uomo che si "impone" così. Poi c'è la violenza che sembra astratta, ma che si concretizza coi modi di dire, i modi di fare, le esigenze e le parvenze di educazione. Si abbozza una questione, si dialoga un po', si ascolta la parte avversa (che brutta parola – si dovrebbe dire l'altra parte), poi si arriva ad alzare il tono della voce. Cessa il dialogo, comincia la violenza.
Una favola col titolo Tepy dice a un certo punto: "i bimbi non urlano, i grandi, si" ed è lì l'insegnamento. Sono i bambini a fornirlo ai grandi "se un bimbo non chiede, come fa un adulto a migliorare?". E' un altro passo di Tepy, ma troppe volte, soprattutto i maschietti, se lo sono dimenticato.
Vero che in casa si può verificare di "alzare la voce", ma deve essere un motivo per chiarire, non il pretesto di creare sudditanza. Violenza non è solo un ceffone, ma una parola messa fuori misura, detta per ferire, un insulto gravissimo. Violenza è anche il sospetto, la non lealtà, il pregiudizio….il non porsi alla pari cogli altri. Basta una riflessione: siamo Persone e come tali, nessuno ha il diritto di prevaricare sull'altra persona.
 
Mi tornano in mente comportamenti ancestrali (e non troppo) dove le Istituzioni davano una mano alla …. violenza: l'Uomo è Capo della Famiglia… capo di che? ogni componente ha il suo ruolo, ognuno deve svolgere le proprie funzioni. Poi c'è l'esempio: un genitore che usa violenza (psichica, verbale, materiale) è un immaturo. Un tempo, qualche sculacciata era una "medicina": oggi non si usa più. E una sculacciata non è violenza, ma una spartizione (e una chiarificazione) di ruoli, con incorporata qualche severità che non deve essere eccessiva, ma educativa.
Meglio di me sviscereranno il problema, illustri partecipanti. Ve li elenco soltanto. Avrò modo di presentare ciascuno di loro al Convegno ….a proposito: sono lusingato di aver avuto l'invito e l'incarico di "introdurre" il tema da Federcasalinghe – DONNE EUROPEE per mezzo della Presidente, Donna Genny Castiglioni.
Cercherò di svolgere al meglio l'importante incarico.
 
Di certo ci metterò l'impegno necessario con entusiasmo, cominciando da ora nella presentazione degli illustri Relatori. Che sono: Valentina Eleonora Colombo – Federica Rossi Gasparrini – Genny Castiglioni – Francesca Acampa – Rosa Versaci – Elena Corradini – Maria Cristina Ria – Andrea Monteduro. Le loro figure saranno meglio illustrate sabato 18 febbraio 2017 presso la Sala Tramogge ai Molini Marzoli a Busto Arsizio in viale Cadorna via Molino 2 – Donne e Uomini partecipate numerosi.
L'ingresso è libero e un Convegno così onora Busto Arsizio.

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