Riceviamo e pubblichiamo la replica di Massimo Brugnone
Rispondo a Marcora

Riceviamo e pubblichiamo la replica del Consigliere comunale del Pd, Massimo Brugnone, dopo l’editoriale del direttore Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Riceviamo e pubblichiamo.

Gentile Direttore,

nel ringraziarla per l’attenzione rivolta nei miei confronti, tanto da dedicarmi un suo editoriale, le chiedo gentilmente ospitalità sul suo spazio di informazione. Sorvolando sul dispiacere di vedere estrapolate senza essere contestualizzate mie frasi rilasciate in un’intervista pubblicata su altro quotidiano, vorrei concentrarmi sull’argomento in discussione.

Mi chiede come sia possibile affermare che il Sindaco sia un ottimo assessore ai lavori pubblici che non possiede però una visione ampia della città. Provo a risponderle: il Sindaco Antonelli si è trovato tra le mani diverse opere lasciate in sospeso dalla precedente Amministrazione guidata da Farioli e sta affrontando, confermo, da buon commercialista curatore fallimentare quale è, tali incombenze. Dal Palaghiaccio, alla Caserma dei Carabinieri, fino a piazza Vittorio Emanuele: sono opere che erano in sospeso e si stanno mettendo in moto /concludendo. Ma questi sono pezzi di città scollegati tra loro che semplicemente il Sindaco si è trovato davanti e sta cercando di risolvere.

Personalmente, da un Sindaco di una delle città più produttive d’Italia, la sesta della Lombardia, mi aspetto non solo la messa a punto di progetti passati, ma la visione futura che vuole dare alla nostra Busto Arsizio. E qui vengo alla mobilità sostenibile. Questo tema è stato finora affrontato abbozzando singoli progetti, senza coordinarli tra loro e senza puntare su di esso a un forte investimento.

Da Regione Lombardia all’Unione europea sono stati più volte messi a disposizione delle città italiane fondi dedicati alla mobilità sostenibile. Chiunque si sposti fuori dai nostri confini cittadini ha sicuramente notato spuntare, accanto alle corsie dedicate alle auto, chilometri e chilometri di piste ciclabili. A Busto Arsizio questo è mancato. È stato abbozzato un bike sharing con troppe poche rastrelliere dove poter prendere e lasciare le biciclette, tutte concentrate nelle zone del centro. Con il risultato che chi abita in centro non le usa perché si sposta a piedi, chi abita fuori nemmeno perché dovrebbe prima raggiungere in macchina la prima rastrelliera disponibile e solo dopo utilizzare la bici. Tanto vale continuare in auto.

Alla domanda del giornalista che mi chiedeva se è quindi un progetto fallito – come affermato più volte dall’Assessore Rogora – ho risposto sì. Ma ho aggiunto, come detto sopra, che bisogna avere una visione più ampia sul tema. Se decine e decine di Comuni ci sono riusciti, perché Busto Arsizio no? Partecipiamo ai bandi. Aumentiamo i chilometri di piste ciclabili presenti in città. Installiamo (come fatto dopo mozione a firma PD alla Stazione Nord) delle velostazioni. Investiamo in infrastrutture che possano incentivare i nostri cittadini a utilizzare la propria bicicletta. Questo senza abbandonare il progetto Bike sharing ma, al contrario, investendo su di esso aumentando il numero di rastrelliere presenti in tutta Busto Arsizio.

Car Sharing. Come ho dichiarato al giornalista quando mi ha intervistato per scrivere il pezzo da cui sono state estrapolate le mie parole, su questo non possiamo muoverci da soli. Compito del Sindaco è fare squadra insieme ai Comuni limitrofi e progettare un servizio che possa essere utile a tutto il territorio dell’altomilanese. Se presente solo a Busto non utilizzerei mai il car sharing. Ma se potessi utilizzarlo per spostarmi a Gallarate, Legnano, Malpensa, i Comuni della Valle Olona, allora diventerebbe un servizio davvero interessante. Potrei usarlo per andare a lavoro, a fare la spesa o uscire con gli amici. Così com’è adesso (devi riportare la macchina nel posto dove l’hai presa) certamente non funziona.

In conclusione, mi permetto di allargare lo sguardo al tema dell’innovazione in generale. La nostra città è piena di persone che nel proprio campo hanno tracciato la strada del cambiamento del nostro Paese. Imprenditori che da Busto Arsizio esportano l’eccellenza italiana in tutto il mondo. E l’hanno fatto con lo spirito di chi ha il coraggio di andare oltre i singoli problemi da risolvere nell’immediato e disegnando una strada da percorrere nel lungo periodo.

Penso che in questo senso anche il Sindaco e i suoi Assessori debbano riuscire ad essere innovatori. Ed è inutile nascondersi, gentile Direttore, nel campo della mobilità dolce siamo indietro rispetto ad altre città lombarde. Credo, quindi, che compito di un Consigliere comunale di minoranza, quando per di più interrogato dalla stampa, sia di stimolare la propria Amministrazione a fare di più. E chiedere di tracciare quella strada di lungo periodo che dia una visione più ampia alla nostra città e di percorrerla.

La ringrazio di nuovo per lo spazio concessomi.

Massimo Brugnone

Consigliere comunale Busto Arsizio

 

Sono lieto, caro Brugnone, della tua subitanea risposta al mio editoriale. Non “dispiacerti” di vedere estrapolate le tue dichiarazioni dal contesto generale. Per me è importante non aver “manipolato” le tue dichiarazioni. Importante, pure, è la tua risposta che pubblico integralmente. Saranno i lettori a giudicare quanto pubblicato.

Vorrei aggiungere un consiglio, caro giovane politico. La “visione futura” e il “fare squadra” non dipendono esclusivamente da chi governa, ma sono proporzionati al dibattito democratico fra maggioranza e opposizione. Inoltre, tieni presente che vige il Patto di Stabilità e con esso le incombenze di legge. Quindi vediamo di essere coerenti con “incorporata” la collaborazione. Avremo una Busto Arsizio migliore.

Cordialità.

Gianluigi Marcora

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