Do una mia interpretazione
Rispondo a Massimo

Sconvolgente! (o quasi). Leggo dichiarazioni di Massimo Brugnone (Consigliere comunale del PD a Busto Arsizio) che meritano una succinta analisi...

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Sconvolgente! (o quasi). Leggo dichiarazioni di Massimo Brugnone (Consigliere comunale del PD a Busto Arsizio) che meritano una succinta analisi. “Il nostro Sindaco non è un politico che ha una visione ampia della città. Si tratta di un ottimo assessore ai lavori pubblici che, lo ammetto, sta sbloccando un sacco di vicende rimaste incancrenite e si sta producendo in molti lavori“. Ma come? Avevo sentito e letto che la città era “ferma e immobile” che la nuova Giunta si fossilizzava su “argomenti frivoli” e adesso leggo che il Sindaco “non è un politico che ha una visione ampia della citta“. Se non l’avesse, Brugnone, cosa avrebbe dovuto fare, il Sindaco? Poi gli dici che è “un ottimo assessore ai Lavori Pubblici” e che “sta sbloccando un sacco di vicende rimaste incancrenite“. Questo, Brugnone, è o non è avere “una visione ampia della città?” Per me, lo è, perbacco, altrimenti le “vicende rimaste incancrenite” sarebbero rimaste tali, non credi? Allora, un Sindaco che diventa un “ottimo” (l’hai detto tu) assessore ai Lavori pubblici, cos’è di grazia? Quando mai, a Busto Arsizio ci si è mossi per “produrre molti lavori?”

Sempre Massimo Brugnone: “Nelle partite più di prospettiva ” (quali? nda) “non riesce a non essere un commercialista; anzi non riesce (sempre Antonelli, nda) a non essere un curatore fallimentare che liquida quelle possibilità che sfuggono alla logica dei conti immediati” … e meno male, aggiungo io, Brugnone; te lo immagini un Sindaco che spende e spande soldi pubblici senza criterio… che magari organizza interventi senza copertura o, peggio, che non ha la mentalità del “curatore fallimentare”… te lo immagini? Io no!

Dopo gli elogi di Brugnone “conditi” con qualche riflessione sarcastica (ma non tanto) andiamo al disprezzo dell’esponente PD. Questo: “Il quadro negativo di questo periodo è il risultato delle non azioni dell’Amministrazione comunale sulla mobilità dolce” – a cui aggiunge “il compito della Politica è tracciare una strada, avere una visione della città, collocarsi all’interno di un territorio più vasto e investire sul percorso scelto” – Scusa Brugnone, ma tra soggetti, predicati verbali e nominali, aggettivi e avverbi, cerco di “interpretare” il tuo pensiero e possibilmente collegarlo alle azioni da svolgere. Tu, ovvio, hai facoltà di chiarire, affinché si possa ragionare meglio sul contenuto delle tue asserzioni.

Dunque: “il quadro negativo di questo periodo (non lo avevi collegato con le positività, sempre di questo periodo, del Sindaco?) è il risultato delle non azioni dell’Amministrazione comunale sulla mobilità dolce” e che avrebbe dovuto fare, l’Amministrazione comunale?… spostarsi sulla mobilità… amara?

A parte la battuta, ma (secondo me) un Sindaco deve essere lungimirante e, come diceva (e dice) Gian Pietro Rossi che del lavoro di Sindaco se ne intende “un bravo Sindaco è colui che prepara la città al futuro, tutelando il presente“. Quanta saggezza, Brugnone, quanta saggezza nelle parole di Gian Pietro Rossi. E il Sindaco Antonelli non sta forse operando in tal senso?

Per le piste ciclabili sta facendo (Antonelli, nda) qualcosa di utile, ma non basta trovare i soldi per fare le cose se poi non si imposta un percorso culturale e formativo adeguato”. La vedi Brugnone  la contraddizione del tuo discorso? Io la vedo così: il Sindaco predispone le piste ciclabili per l’immediato e per il futuro e chi le ha propugnate provvederà al “percorso culturale” visto che la città richiede queste benedette “piste ciclabili”. Per paradosso aggiungo che, personalmente, delle “piste ciclabili” me ne faccio un baffo, ma rispetto la gente (tipo il mio amico Franco – Francesco Enrico Speroni per gli altri) che le piste ciclabili le utilizzano, ma un buon Sindaco non deve tener conto delle esigenze personali, ma deve essere lungimirante (l’ho scritto).

Poi, sul “pedibus” e sulla “mobilità dolce” Massimo Brugnone passa alla… sentenza: “siamo arrivati al tracollo perché non si crede nella mobilità dolce“… perbacco, Brugnone, il “tracollo” è una caduta rovinosa, una rovina, una… tragedia e qui, non mi sembra il caso, non credi? A volte preferisco il “o con me o contro di me“, ma non le “lisciate” espresse in avanscoperta, a cui aggiungi considerazioni “peccaminose” che fanno sorridere. Un Politico (sempre secondo me) è colui che impone dialetticamente una strategia senza tuttavia misconoscere del tutto quella degli altri.

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