RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
“Risposte per il Comitato Parco della Genesi”

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Egregio Direttore,

il 27 marzo u.s. Le ho inviato una lettera (pubblicata in calce, ndr).

Il contenuto riguardava la sorte dell’ex-calzaturificio Borri sito nel viale Duca d’Aosta a Busto Arsizio, e in particolare l’area retrostante, trasformata in un parcheggio ad uso privato dell’Amministrazione comunale ed utilizzato dai padroni di cani del rione che non è dotato di alcun tipo di verde e tanto meno di aree per questi amici dell’uomo.

Sono stata una dei 2.745 sottoscrittori della proposta presentata al comune il 18.12.2019 alla quale mi illudevo sarebbe stata data una risposta.

Mi illudevo, appunto in quanto nulla di concreto è stato comunicato al comitato organizzatore se non una “bozza di risposta” -così era titolato il file che pare sfuggito dall’affrettato click sul tasto INVIO di un dirigente in affanno- dove non si legge la firma del Sindaco alla quale è stata indirizzata.

Oggi la stampa locale ritorna sull’argomento, riportando le dichiarazioni del Sindaco che ancora non sa che fare se non aspettare che finiscano i lavori di messa in sicurezza dell’edificio. Allo spazio chiesto dai cittadini per un’area verde nessun accenno.

Sono tramortita e un po’ disgustata, le confesso.

Ho letto di documenti programmatici, come la Convenzione di Aarhus sulla partecipazione del pubblico ai processi decisionali ratificata in Italia nel 2001, che auspicano e favoriscono il nostro coinvolgimento nella gestione della città; anche il TG regionale ci racconta di quante aree sono state risanate e progettate con i cittadini che poi ne beneficiano mentre a Busto Arsizio una civile richiesta viene così platealmente ignorata!

Che il sindaco Antonelli, anche a causa del doppio incarico di presidente di provincia sia molto occupato è comprensibile; i tempi che viviamo sono difficili anche per gli amministratori, ma ricordo che la “bozza di risposta” è stata inviata il 18 febbraio (Covid-19 per tutti noi ancora inesistente) e che il minimo di buona creanza, che un cosiddetto primo cittadino deve saper dimostrare, avrebbe dovuto indurre ad una diversa accoglienza della Proposta di Progettazione Partecipata del Parco della Genesi.

Margherita Della Bella
Busto Arsizio, 20 maggio 2020

Busto Arsizio, 27 marzo 2020

Egregio Direttore,

sono una cittadina bustocca, appassionata di storia locale, affezionata ai luoghi e agli edifici che ne custodiscono la memoria, desiderosa di vedere conservato e valorizzato il nostro non trascurabile patrimonio artistico e architettonico.

Per questo ho aderito alla interessante proposta del Comitato Parco della Genesi e l’ho sottoscritta come tanti altri cittadini (2745 in tutto!) perché potesse essere presentata all’Amministrazione comunale secondo le modalità stabilite dallo Statuto.

Ho letto con disappunto qualche giorno fa sulla stampa locale, che riportava un comunicato del Comitato: vi si denuncia che, a tre mesi dalla presentazione delle firme raccolte, l’Amministrazione ancora non ha dato una risposta che sia in linea con lo Statuto comunale, a cui gli estensori della Proposta si sono attenuti.

Mi sono sentita amareggiata, delusa nelle mie aspettative di cittadina ancora fiduciosa, malgrado tutto, nel rispetto, da parte di chi guida la città, della volontà dei cittadini e delle regole che l’Amministrazione stessa si è data.

Ho letto poi l’articolo pubblicato sul quotidiano La Prealpina del 24/3 u.s., a firma di Marco Linari, da cui vengo a sapere che sarebbe in corso uno studio da parte di Agesp, incaricata dal Sindaco, per il riutilizzo degli edifici come sede dell’Anagrafe e di altri uffici comunali. Certo, avrei preferito che il Borri venisse trasformato in un polo culturale, come è stato spesso proposto, ma mi è sembrata comunque una buona idea tornare al progetto iniziale, per cui il Borri è stato acquistato.

Insomma, ho sperato che finalmente qualcosa si muovesse nella direzione giusta. Ma mi sorge anche il dubbio, visti i precedenti, che la dichiarazione del Sindaco non sia altro che un modo per eludere la richiesta dei cittadini e che gli spazi che essi vorrebbero vedere utilizzati per un parco urbano possano diventare un’area di parcheggio con qualche aiuola e qualche pianta qua e là.

O che sia l’ennesima boutade per mascherare il fatto che non ci sono idee, che non c’è volontà di recuperare l’area dell’ex Calzaturificio Borri e di destinare risorse alla realizzazione del Parco della Genesi.

Margherita Della Bella

 

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