IL NOTO COREOGRAFO INCONTRA GLI STUDENTI
Roberto Zappalà al liceo Candiani Baush: “Danzando, esprimete autenticità”

Le classi del liceo Coreutico hanno realizzato, nell'anno scolastico 2017/18, uno stage formativo presso la compagnia del coreografo Roberto Zappalà ed hanno assistito a Milano al suo spettacolo "La Nona"

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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“Nella danza, ciò che più mi interessa è arrivare al cuore, infondere nello spettatore un’emozione”.

Ospite del liceo Candiani Baush, il coreografo Roberto Zappalà di “Scenario Pubblico”, ha incontrato gli studenti nell’aula magna dell’istituto. Direttore artistico e coreografo principale della compagnia Zappalà danza, che ha fondato a Catania, è in tour  sul territorio con la sua compagnia, impegnata nella rassegna di danza presso il teatro milanese Elfo Puccini.

L’incontro è la continuazione di un percorso formativo: le classi del Liceo Coreutico, infatti, hanno realizzato, nell’anno scolastico 2017/18, uno stage formativo presso la sede della compagnia (uno dei 3 centri di coreografia nazionale, riconosciuti dal MiBACT) a Catania. E lo scorso martedì 10 ottobre, gli studenti si sono recati a Milano per assistere allo spettacolo “La Nona”, ultima fase di una trilogia dedicata alle sfide della società attuale. Uno spettacolo che li ha entusiasmati. La Nona firmata da Roberto Zappalà é  stata premiata come “Produzione italiana dell’anno” ed è una significativa tappa del processo di maturazione artistica del coreografo che da sempre usa la danza per riflettere sull’esistenza e sui valori dell’umanità, anche a partire dai temi d’attualità.

“Nella danza è molto complesso esprimere il pensiero sociale – ha rivelato Zappalà agli studenti – Alcuni si fermano al pregiudizio che la danza sia una disciplina ermetica, ma in realtà  è molto aperta, è  in grado di farvi spaziare, se siete disponibili ad aprire una porta dell’anima”, afferma il coreografo. “Quando si mette in scena uno spettacolo  è sempre l’anima a farlo, è qualcosa che viene da dentro. E la cosa più bella, per un coreografo, è pensare che quando il pubblico ascolta una musica ripensa allo spettacolo. E’ importante far sognare”.

E agli studenti che intendono fare della danza, il proprio futuro lavoro, dà qualche consiglio: “Non è importante essere il Roberto Bolle della situazione. Ciò che a me personalmente importa è avere davanti dei corpi, che anche con le proprie imperfezioni, danzando sappiano esprimere autenticità”.

 

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