LA FINESTRA SUL MONDO
Rompere il termometro non serve a scongiurare la febbre alta

Luciano Landoni

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Tutti i nodi, prima o poi, vengono al pettine.

O, se si preferisce: nessun pasto è gratis (copyright Milton Friedman).

Oppure ancora: la realtà dei numeri è una realtà scomoda, però è la realtà.

La Commissione europea ha dato il primo via libera alla procedura di infrazione contro l’Italia.

La regola del debito “non è stata rispettata” nel 2018, nel 2019 e non lo sarà nel 2020, e quindi “è giustificata” una procedura per debito eccessivo, ha scritto l’esecutivo Ue nel rapporto sul debito italiano.

Gli odiati poteri forti hanno colpito ancora?

La perfida Unione Europea, che come è noto ha messo nel mirino l’Italia e il suo governo gialloverde (vale a dire il governo del cambiamento, specializzato nella realizzazione della manovra del popolo), ha assestato il suo colpo di coda.

Le repliche dei soliti notiBibì (Matteo Salvini) e Bibò (Luigi Di Maio) – sono facilmente prevedibili e, c’è da scommetterci, sbeffeggeranno le osservazioni critiche formulate dalla Commissione europea.

Il povero Capitan Cocoricò (Giuseppe Conte) cosa farà, come reagirà dopo aver richiesto maggior “assunzione di responsabilità” e meno polemiche ai suoi colleghi di governo?

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che un giorno sì e l’altro pure raccomanda prudenza, buon senso, collaborazione, nel consueto e pieno rispetto dei suoi doveri costituzionali, quale linea di comportamento adotterà?

Ennesimo appello al senso di responsabilità istituzionale, oppure qualcosa di più?

I fatti incalzano implacabili e la dissennata gestione economico-finanziaria del governo a trazione Lega e Movimento 5 Stelle (debito pubblico in esplosione incontrollata, crescita condannata allo zero virgola qualcosa, investimenti fermi al palo, disoccupazione persistente, crisi aziendali sempre più numerose, eccetera eccetera) ha ormai toccato il fondo, anzi, è in procinto di sfondarlo condannando l’intero sistema Paese all’ennesima stagnazione-recessione.

Forse, diciamo forse, sarebbe il caso di dire basta!

Anzi, di urlarlo a pieni polmoni aggiungendo che il dilettantismo allo sbaraglio degli attuali padroni del vapore ha ampiamente superato i limiti del sopportabile e del tollerabile.

A questo punto, qualsiasi cosa è meglio rispetto alla condizione attuale.

Il livello di fiducia del sistema Italia (vedi andamento dello spread) è sceso ai minimi storici.

Quando si ha la febbre alta, non serve a niente rompere il termometro (che ha l’unico difetto di misurare la gravità della patologia) fingendo che il problema non sussista.

Per Bruxelles il rallentamento economico “spiega solo in parte l’ampio gap” nel rispetto della regola, e la “retromarcia” su alcune riforme pro-crescita del passato, come quella delle pensioni, e il deficit proiettato oltre il 3% nel 2020 rappresentano “fattori aggravanti”.

Siamo all’anticamera della cosiddetta procedura di infrazione (che formalmente  spetta agli Stati, attraverso il consiglio), dato che l’iter parte dall’impulso della Commissione.

L’avvertimento è comunque grave e sarebbe irresponsabile derubricarlo a semplice manifestazione arrogante dei cosiddetti poteri forti.

L’abbiamo già detto e lo ripetiamo: è inutile prendersela con il termometro, occorre rimuovere le cause della malattia rilevata dallo stesso.

Cari Bibì e Bibò voi non siete la soluzione, rappresentate il problema!

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