PRESIDIO PERMANENTE AL CANTIERE
Rotonda sul viale, la protesta non si placa

Sul caso intervengono anche Fratelli d’Italia e Busto Grande, con due distinti appelli

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Il cantiere è avviato, il destino dei tigli è segnato. Ma questo non scoraggia chi da settimane protesta contro la realizzazione della rotonda sul viale Duca d’Aosta, all’incrocio con via Mameli, dove presto aprirà i battenti la nuova Coop.
Giovedì mattina Legambiente e Voce della Città hanno issato le loro bandiere sul controviale, annunciando un presidio permanente. In serata sono riapparsi anche gli striscioni di Una Vas per Busto e tra venerdì e sabato sono previsti nuovi sit-in. E sulla vicenda intervengono anche Fratelli d’Italia e Busto Grande, con due distinti appelli

“Vogliamo informare e risvegliare i cittadini – spiega Andrea Barcucci di Legambiente –. Anche il sindaco Emanuele Antonelli è passato qui e gli abbiamo chiesto ancora una volta di modificare l’accordo con Coop. La stessa richiesta che ho avanzato via mail al presidente di Coop Lombardia. I lavori non sono praticamente ancora iniziati, si può fermare quello che si preannuncia come un disastro. È nell’interesse di tutti uscire bene da questa vicenda: del sindaco, che risparmierebbe alla città un’opera fuori da ogni logica, ma anche dell’immagine di Coop”.

Audio Porfidio è furioso. Il leader de La Voce della Città se la prende con la precedente amministrazione: “Non possono fare gli struzzi. L’ex sindaco Farioli e il suo vice Reguzzoni devono metterci la faccia e spiegare ai  cittadini come si è arrivati a pensare a questa scellerata rotonda. La gente non è informata, nemmeno chi abita da queste parti. Anche il sindaco Antonelli avrebbe dovuto convocare un’assemblea pubblica su questo tema. Sarebbe stato il minimo. Anche perché lui stesso diceva di essere contrario al progetto. Che cos’è cambiato adesso? La storia si ripete, dopo il monumento ai Caduti spostato da piazza Vittorio Emanuele per un silos che non ha mai visto e mai vedrà la luce. Non si può agire così sul principale viale di Busto, su alberi che hanno una storia. La città si faccia sentire e ci affianchi nella lotta”.

Per ora si fa sentire anche Fratelli d’Italia, peraltro rappresentata in maggioranza dalla consigliera comunale Mariangela Buttiglieri. “Il vecchio fiore all’occhiello della nostra Busto – si legge in una nota, in riferimento all’ex calzaturifico Borri – ancora magnifico nella sua decadenza, non è stato risparmiato dal peggior mercimonio, irrispettoso e meschino”. E ancora: “Non paghi, abbiamo scelto anche di ridurre il nostro verde e violentare ulteriormente un territorio già martoriato. Siamo tutti colpevoli, sia chi ha agito, sia chi ha taciuto; tentiamo almeno di non distruggere una viabilità che ci invidiano in tutta la provincia né tantomeno eliminare quei legni che hanno visto la gloria e la caduta di un regime, la nascita e il consolidamento di una democrazia, la vita di tutti noi.  Auspichiamo che questo ennesimo appello, sincero ed appassionato, smuova i cuori di chi si opera per il bene della nostra bella Busto. Ognuno di noi ha il dovere di dire di no, soprattutto davanti a progetti approvati, gestiti e difesi in maniera grossolana. ”.

Matteo Sabba di Busto Grande prende le distanze da maggioranza (“Totalmente arrendevoli e impotenti nonostante quello che dicono in privato”) e minoranza (“Il problema è la scelta di posizionare lì il supermercato, ma loro lo dimenticano perché la scritta Coop è in rosso, come se bastasse il colore a dimostrare l’appartenenza a un mondo ideologico).
Sabba prova a essere pragmatico: “Purtroppo si deve salvare il salvabile. Quindi sindaco e Comune devono garantire che il muro di divisione tra il supermercato e il Borri venga ricostruito con le stesse caratteristiche che aveva prima; la “portineria” venga ripristinata totalmente; i lavori di miglioria del Borri elemosinati dall’amministrazione precedente a Coop vengano svolti nella maniera migliore”. Insomma, “l’unica strada politicamente da seguire è quella di poter finalmente restituire ai cittadini l’area del Borri e quindi evitare che diventi il giardinetto del supermercato”.

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