CAPUTO SUI SACCHI A PAGAMENTO
“Con i sacchi normali si risparmierebbero 100 mila euro”

La discussione sul numero dei sacchi contenuti all’interno del kit che l’Amministrazione e Sieco stanno distribuendo ai cittadini di Castellanza non pare destinata a placarsi a breve; se in molti sui social si lamentano del numero esiguo di sacchi non a pagamento a disposizione delle famiglie, anche i consiglieri di minoranza non mancano di far conoscere la propria posizione in proposito

Loretta Girola

castellanza

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La discussione sul numero dei sacchi contenuti all’interno del kit che l’Amministrazione e Sieco stanno distribuendo ai cittadini di Castellanza non pare destinata a placarsi a breve; se in molti sui social si lamentano del numero esiguo di sacchi non a pagamento a disposizione delle famiglie, anche i consiglieri di minoranza non mancano di far conoscere la propria posizione in proposito.

“La tassa rifiuti per il 2018 ha portato la novità del pagamento dei sacchi per l’indifferenziata e la plastica in aggiunta alle dotazioni programmate: 50 centesimi per il sacco viola e 25 per quello giallo – spiega l’indipendente Mino Caputo – se non si fosse provveduto ad adottare questo sistema, molto probabilmente la tassa avrebbe subito un aumento. L’adozione dei sacchi personalizzati ha contribuito al superamento del 65% della differenziazione e ha determinato un beneficio economico di circa 20 mila euro per la riduzione dell’addizionale provinciale.

Perseguire l’obiettivo del miglioramento della raccolta è un dovere civico, ma continuo a sostenere che il risultato lo si possa ottenere, non con la coercitiva preoccupazione di multe, ma con la responsabilizzazione dei comportamenti, stimolando il senso di appartenenza ad una Comunità e la partecipazione a dare il proprio contributo nell’interesse generale; riconosco che ciò non sia facile, ma non sarebbe disdicevole provarci. Nel sottolineare che il costo complessivo dei sacchi pareggia il costo del loro smaltimento, come se dal fruttivendolo si arrivasse a pagare la frutta tanto quanto la cassetta che la contiene, optando per l’eliminazione dei sacchi personalizzati si arriverebbe a ridurre la spesa di circa 100 mila euro, e quindi si potrebbe diminuire la tassa dai 10 ai 20 euro per utenza, non si creerebbero disagi ai condomini e l’Amministrazione garantirebbe il dovuto rispetto per il denaro dei Cittadini: si manterrebbe questo modello gestionale se i 100 mila euro pagati in più dovessero uscire dalle casse comunali e non dalle tasche dei Contribuenti?

Vorrei precisare che centomila euro non è il costo dei sacchi personalizzati, ma quanto si paga in più rispetto all’eventuale fornitura di sacchi normali; non nego che il ritorno al vecchio sistema possa comportare difficoltà nel mantenere gli obiettivi raggiunti, se non a superarli, ma non sono disposto a condividere la rassegnazione di dover rinunciare a credere ad un miglioramento del senso civico dei Nostri Concittadini e al contributo partecipativo nell’interesse generale. Ci sono Comuni in Provincia di Varese che hanno raggiunto importanti risultati, senza la dotazione di sacchi personalizzati, lavorando su una nuova progettazione del servizio o ad un severo controllo di qualità sui rifiuti conferiti”.

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