CHIESA PARROCCHIALE GREMITA DURANTE I FUNERALI
Sacconago saluta il piccolo Jairo: “Chi vive nel cuore di chi c’è, non muore mai”

Una chiesa parrocchiale stracolma ha ospitato i funerali del piccolo Jairo Viera, scomparso dopo un incidente a Ferragosto. Grande la commozione dei presenti, come anche il dolore dei familiari

Riccardo Torresan

BUSTO ARSIZIO

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Si sono svolti nel pomeriggio di giovedì 23 agosto, a Sacconago, i funerali di Jairo Viera, il bimbo scomparso dopo essere stato travolto da un’auto mentre rincorreva il suo cane. La funzione ha avuto luogo nella Chiesa Nuova dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo, gremita al punto da non poter ospitare tutti i presenti. Ad officiare la cerimonia d’addio al piccolo, il vice parroco don Claudio.

Jairo, 11 anni, di origini ecuadoregne, è spirato venerdì 17 agosto, dopo essere rimasto vittima di un fatale incidente nella mattina di Ferragosto. Nell’inseguire il suo cane, scappato di casa, il bambino aveva infatti attraversato all’improvviso via Magenta, dove un’auto lo aveva inevitabilmente colpito. Ai funerali, oltre a buona parte della comunità sinaghina (e non solo), era presente anche una folta rappresentanza del CSK (Centro Studi Karate) Busto Arsizio, dove il bambino si allenava e dove lascia un ricordo affettuoso ed indelebile.

Dopo l’inizio della funzione, è toccato a don Claudio prendere la parola e tentare di dare un senso a un evento tanto tragico. “Davanti a questi avvenimenti – ha esordito il sacerdote – è naturale chiedersi il perché di tanto dolore. Le nostre domande, però, devono diventare motivo di forza e solidarietà. Oggi tutta la nostra comunità si stringe intorno a questa famiglia: vi chiedo di non interrompere questa catena, perché la famiglia di Jairo avrà bisogno di noi per molto tempo ancora”. “Quando un bambino così giovane lascia questa vita – ha continuato – il Regno di Dio è tra noi. Lo vediamo nella spontaneità con cui un bambino rincorre il suo cane, senza calcolare i rischi, ma solo perché gli vuole bene. Questo è l’amore più grande, quello che non fa calcoli e si spreca per gli altri”.

Commovente anche l’intervento di due rappresentanti del CSK, unite nell’esprimere la propria sofferenza. “Intorno a noi – hanno ammesso – vediamo spesso un mondo incomprensibile, pieno di buio e silenzio. Aiutaci tu, Jairo, a ritrovare la strada di casa e a dare un senso a tutto questo. Aiutaci perché la rabbia non prenda il sopravvento sulla speranza”.

Subito dopo, anche le parole di una collega della madre di Jairo, impiegata al Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano: “Vorremmo tornare indietro nel tempo, ma la sola consolazione sono gli abbracci e la vicinanza. Tutti si stringono intorno a questa madre, e ricordano il suo meraviglioso bambino. Chi vive nel cuore di chi c’è, non muore mai”.

Al termine della funzione, la salma è stata trasportata nel piazzale antistante la chiesa, per trasportarla al cimitero e per concedere un ultimo saluto. Proprio questo è stato il momento di maggior commozione per tutti i presenti, soprattutto per la famiglia di Jairo e per quanti lo conoscevano di persona. Prima di partire per l’ultimo viaggio, sono stati liberati in cielo decine di palloncini, che hanno preso il volo accompagnati da un lungo applauso e da innumerevoli lacrime.

Copyright @2018

NELLA STESSA CATEGORIA