IN TOUR DA MERCALLO A CAIRATE
Salvini a Busto: “Ci aspettano cento giorni di battaglia”

Domenica sera l'arrivo ai Molini Marzoli del leader della Lega Nord, che ha incontrato sindaci del territorio e militanti del partito

GIOGARA

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini è arrivato in città  intorno alle 20 di domenica, accolto dagli applausi nell’affollata sala Tramogge dei Molini Marzoli.

Il leader del Carroccio, impegnato in un tour in provincia, ha espresso idee chiare con determinazione: “Ho bisogno di voi per riportare al centro del dibattito la vita reale. È un momento molto particolare, i telegiornali ci propongono la realtà virtuale che sostituisce la vita reale, si dibatte degli hacker russi e dell’allarme fascismo”. Salvini ammonisce gli alleati: “Patti chiari e amicizia lunga. Con loro discuteremo, siamo di buon senso, a me interessano i risultati finali. Ma su una cosa non transigo. La prima legge del nuovo Consiglio dei Ministri sarà l’abolizione della riforma Fornero. C’è bisogno di una Lega forte, inclusiva e compatta. Da militanti e sindaci abbiamo il dovere di dovere di guardare avanti per vincere, orgogliosi delle nostre radici”.

Parla della necessità di una riforma della giustizia improntata sul principio “chi sbaglia paga”, di “togliere spesometro e redditometro per lasciar lavorare la gente che vuole lavorare”, di una legge sulla buona scuola “con graduatorie su base regionale”. E conclude: “Ci aspettano cento giorni di battaglia. Cercheranno in tutti i modi di mettere il silenziatore a me e alla Lega. Questa è la nostra ultima chance. Ma il centrodestra non ricommetta gli errori del passato, la gente non ce lo perdonerebbe. A volte dire dei no è necessario, certi sì ci sono costati caro. Se non vinciamo e lasciamo ancora governare il centrosinistra saremo noi a prendere il barcone e ad andare in Marocco”.

Il dibattito pubblico si è aperto con l’intervento del commissario uscente Marco Pinti che ha ufficializzato il nuovo congresso cittadino che si terrà il 17 dicembre, con il quale sarà scelto il futuro segretario. “È stata un’esperienza bellissima ma sono stati due mesi  tosti”, ha affermato, rivolgendosi poi al sindaco Emanuele Antonelli al quale ha ricordato  che “la Lega è la prima forza che lo sostiene. Questo implica responsabilità, il vostro sindaco ha la ‘mania della concretezza’ – ha detto Pinti – Gli chiedo di comprendere che il simbolo della Lega in una coalizione significa aderire ad un progetto che viene da lontano”. E “rimprovera” ad Antonelli un errore commesso in occasione della tappa bustocca del treno del Pd: “In quella giornata il mio telefono ha iniziato ad impazzire – racconta Pinti – ma su una cosa hai sbagliato: dire a Renzi ‘quando sarai al governo ricordati di Busto’, perché Renzi non sarà mai più al governo”.

Quindi la parola è passato a uno degli storici fondatori della Lega, l’ex europarlamentare Francesco Speroni; si sono poi susseguiti gli interventi dei sindaci leghisti del territorio: Marco Colombo di Sesto Calende (ex commissario della Lega) che esorta ad avere “visione, ambizione e coraggio”, Alessandro Fagioli di Saronno e Dario Galli di Tradate. Quindi tocca al segretario provinciale Matteo Bianchi e al vicesindaco Isabella Tovaglieri che ha illustrato le azioni amministrative portate avanti dalla giunta, soffermandosi sul tema della sicurezza, ed infine il consigliere regionale Giampiero Reguzzoni.

Poco dopo l’ingresso di Salvini in sala, ha parlato dal palco Antonelli: “Gli altri sindaci vengono da situazioni disastrate invece io sono sfortunato nella fortuna perché prima di me c’era la Lega quindi va tutto benissimo… Ringrazio Salvini che è venuto ancora una volta a Busto, a lui rivolgo alcune implorazioni: cercate di vincere le elezioni e riportare la Lega al governo. Basta essere a tutti i costi dei buonisti. Oggi a Varese piovono tanti soldi e se non li trovano se li prendono da soli, mentre noi che siamo buoni, gentili ed educati non osiamo chiedere. Io urlo basta, dimostriamo che il centrodestra governa bene nell’assoluta mancanza di risorse. Ho inviato molte lettere al governo e non ho avuto risposte. L’altra sera, in occasione di un premio letterario (quello organizzato dall’Informazione online, ndr) ho detto che per governare una città servirebbero i superpoteri, altrimenti è necessario tanto impegno e responsabilità. Consiglio agli esponenti di governo di averli”. Un elogio al lavoro degli esponenti leghisti in giunta (“validissimi collaboratori”), per poi concludere: “Sono orgoglioso di essere sindaco di Busto, dormo poco, prendo molto nervoso ma voglio lavorare sempre di più per la mia città”.

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