LA LISTA SI PRESENTA UFFICIALMENTE ALL'EX COTONIFICIO
Scende in campo “Più Solbiate”. “Civici con un obiettivo: il bene comune”

"Più Solbiate" rivela volti e nomi dei promotori, Giuseppe Leo, Rita Piazza, Pamela Bianchi ed Emanuele Ghioldi. "Siamo aperti a tutti ma lasciamo fuori i simboli politici. Quando si parla di Solbiate, i colori non contano"

Silvia Bellezza

SOLBIATE OLONA

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Si alza il velo intorno ai nomi e ai volti che scenderanno in campo alle prossime amministrative, nella lista “Più Solbiate”.

All’ex Cotonificio, luogo scelto come simbolo per il suo valore storico,  si è tenuta la prima presentazione ufficiale della squadra: “Siamo una lista civica aperta a tutti”, chiarisce Giuseppe Leo, tra i promotori del gruppo, insieme a Rita Piazza, Pamela Bianchi ed Emanuele Ghioldi.

La parola chiave è “cambiamento” rispetto alla situazione attuale: “Sono maturi i tempi per dare una svolta. In questi ultimi dieci anni c’è stata un’inversione di tendenza – osserva Leo -.  Solbiate ha perso molti servizi. Ad esempio, avevamo un asilo nido comunale che è stato chiuso perché ritenuto antieconomico, per poi avere due nidi privati che lavorano con redditività. Il nostro Comune dava un contributo di viaggio agli studenti che ci veniva invidiato da tutti, ora non avviene più. Non esistono luoghi di  aggregazione per i giovani né un’associazione artistica e quella che doveva essere la sua sede viene utilizzata poche volte l’anno. È venuta a mancare l’attenzione agli spazi pubblici”.

Tra le priorità, che verranno in seguito approfondite nel programma, c’è sicuramente  “l’attenzione alle fasce deboli, i servizi alle persone anziane, la tutela dell’ambiente, la riqualificazione del territorio, la sicurezza stradale”,  aggiunge Rita Piazza.

“Il nostro è un gruppo forte, stiamo lavorando da mesi sui contenuti. Ad oggi non abbiamo ancora un candidato sindaco, è una scelta che faremo con consapevolezza anche in base alle nuove adesioni – sottolinea Leo –. Quello che è certo è  siamo una lista civica e lasciamo fuori i simboli di partito. Quando si parla di Solbiate i colori non contano”.

Il riferimento è anche all’appello alle forze civiche lanciato dalla leghista  Simona Cassarà: “Se vuole raggiungerci l’accoglieremo a braccia aperte ma non vogliamo connotarci in maniera politica. Il nostro obiettivo è il bene comune”.  E per quanto riguarda i rapporti con le attuali minoranze, Leo rimarca l’apertura della lista: “Li conosco tutti e sono persone capaci”.  Rispetto all’attuale maggioranza, si toglie qualche sassolino dalla scarpa: “Melis non potrà più candidarsi come sindaco ma parla a nome de ‘La voce solbiatese’. Sarebbe opportuno, invece, conoscere le idee del candidato sindaco. E per quanto riguarda le capacità, se governano loro lo possiamo fare tranquillamente anche noi. Anzi, crediamo di poterlo fare anche  meglio”.

I VOLTI DELLA LISTA
Giuseppe Leo, 46 anni: “Solbiatese di adozione, fiero di esserlo”. Da sempre impegnato nel campo del volontariato, socio fondatore della Pro Loco, vicepresidente della dell’associazione Amici della Ferrovia della Valmorea, volontario oratorio, Aido e Airc. “Sono funzionario in una media compagnia di assicurazione che si caratterizza per un’attenzione marcata al terzo settore e al bene comune. Questo principio del bene comune è stato il valore guida che ha caratterizzato  i miei ultimi vent’anni di impegno per Solbiate. Ed è lo stesso spirito con cui partecipo al nuovo gruppo”.  Nel 2011 è stato insignito del titolo di “Solbiatese dell’anno”.

Rita Piazza, 58 anni, insegnante in un istituto superiore:”Ho deciso di mettermi in gioco per le prossime elezioni perché voglio mettere il mio mattoncino nella costruzione di un paese più bello, più vivibile, più a misura di cittadino”.

Emanuele Ghioldi, 24enne, studente universitario, facoltà di Storia: “Noi giovani dobbiamo impegnarci per il futuro – afferma – in primo luogo dobbiamo ricreare quel senso di comunità e di aggregazione che è progressivamente venuto a mancare a Solbiate”.

Pamela Bianchi, 46 anni, lavora a Milano per una multinazionale tedesca: “Vivo a Solbiate da sempre, mi sono avvicinata al gruppo perché in questi ultimi dieci anni ho visto il mio paese spegnersi. Vorrei che anche mia figlia, di 12 anni, avesse Solbiate nel cuore e vorrei lasciarle un paese vivo e attento alle esigenze dei suoi cittadini”.

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