DOMANI ASSEMBLEA DAVANTI AL MUNICIPIO
Sciopero e presidio. Inizia la battaglia delle educatrici

Le lavoratrici hanno incrociato le braccia per un’ora all’inizio di ogni turno, protestando davanti a Palazzo Gilardoni. Ma il Csa prende le distanze

GIOGARA

Riccardo Canetta

busto arsizio

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La battaglia delle educatrici di asili nido e scuole dell’infanzia è iniziata. Mercoledì mattina le lavoratrici hanno scioperato per un’ora all’inizio di ogni turno e, insieme ai rappresentanti sindacali di Cgil, Adl e Cub, hanno organizzato un piccolo presidio con bandiere e striscioni davanti al municipio.
E domani – giovedì – si replica, con un’assemblea in programma sempre davanti a Palazzo Gilardoni.

Alla base della protesta c’è l’eliminazione dell’indennità di turno e la richiesta di rispettare il calendario scolastico approvato dalla giunta.
“Non siamo più il fiore all’occhiello del Comune di Busto?”. E ancora: “Dipendenti comunali sì, ma soprattutto educatrici e insegnanti”. Questo si leggeva sugli striscioni delle lavoratrici.

“Questa è la prima, vera giornata di una lotta che non sappiamo quando finirà – ha scandito al microfono Fausto Sartorato (Adl) – Lo sciopero di un’ora diviso sui vari turni ci impedisce di essere numerosi, ma l’assemblea di domani sarà partecipata. Le famiglie non saranno contente, ma la responsabilità è del Comune. Vedersi ridurre lo stipendio mensile di oltre cento euro non è cosa da poco. Ma in gioco c’è anche il riconoscimento del ruolo delle educatrici, che hanno dei bambini da accudire. Non sono dei pacchi postali”.
Il sindacalista ha messo in luce anche il “silenzio assoluto dell’amministrazione, che non vuole avere un confronto”.

“Oggi diamo un segnale forte – ha osservato Pino Jursich della Cub – Finora nessuno è riuscito a spiegare i motivi che hanno portato alla cancellazione dell’indennità di turno. Inevitabilmente la protesta crea un disagio, ma c’è la percezione che i genitori abbiano capito le nostre ragioni e attendiamo anche una loro presa di posizione. L’unità tra cittadini e lavoratori è fondamentale. Il servizio pubblico deve avere personale motivato e valorizzato. E noi andremo avanti con la lotto fino a quando non avremo vinto”.

Nel frattempo, diventa sempre più netta la frattura all’interno delle Rsu comunali. Il Csa, infatti, ha una posizione diversa rispetto a Cgil e Adl. “E il fatto che questa mattina abbiano usato il logo delle Rsu è una scorrettezza – fa notare Angiolino Liguori – La nostra sigla, che peraltro è quella del maggior sindacato presente in Comune, ha delle idee diverse, che nei prossimi giorni spiegheremo a utenti e dipendenti attraverso una conferenza stampa. Noi, se le lavoratrici ce lo chiederanno, siamo disponibili a discutere sulle modalità con cui affrontare al meglio la questione, ma a differenza di altri non diciamo quello che i dipendenti vogliono sentirsi dire, bensì ciò che è giusto”.

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