Movimento 5 Stelle e Lega
Scontro finale

In atto al Senato lo "scontro frontale" fra gli alleati di Governo. M5S contro Lega, con sei mozioni da discutere, prima della votazione...

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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In atto al Senato lo “scontro frontale” fra gli alleati di Governo. M5S contro Lega, con sei mozioni da discutere, prima della votazione. Proprio dal contenuto di queste ultime, si intuisce che succederà nulla: il TAV sarà approvato, ma non con le attuali competenze. Per dare modo a Di Maio di aver ottenuto attenzione e a Salvini di “salvare la faccia” nei confronti sia di Forza Italia sia dei Fratelli d’Italia. Inutile parlare del PD che “gracchia” e ripete da mesi la stessa solfa, inutile.

La politica ci ha abituato alla “arte del compromesso” dove nessuno è contento e tutti cantano vittoria. Il M5S porta avanti la sua strategia per non perdere ulteriori voti elettorali e la Lega deve “giustificare” al Centro Destra che ce l’ha messa tutta per arrivare ad una soluzione credibile per il TAV. Così, non ci sarà “rottura” al Governo e Giuseppe Conte (il Premier) potrà ben difendere la sua “mediazione” fra i due “litiganti” Di Maio e Salvini.

Potremo poi scrivere “tanto rumore per nulla” per via della ipotizzata, ma non realizzata “crisi di Governo”. Per assurdo, chi teme di più in questa giornata “campale” è Salvini e non Di Maio. Il leader della Lega può contare su quanto ha prodotto il M5S sino ad oggi e “farlo proprio” come da sua abitudine. Dovesse cadere il Governo, Salvini (e la Lega) finirebbero nelle “fauci” di Berlusconi che, dopo le scoppole elettorali, non avrebbe più peso con Forza Italia che, dopo il “litigio” con Toti (Governatore della Liguria), si è notevolmente e ulteriormente indebolita.

Oggi, M5S e Lega, governano… a modo loro, ma governano. Poi, col “caso Pernigotti”, Di Maio ha fatto sapere come si risolvono certe situazioni scabrose e ora, sia per Alitalia sia con… Benetton, il M5S dimostra che nella sua “inesperienza” ottiene maggiori vantaggi per il Paese che altri (con la loro “esperienza) non hanno saputo ottenere.

Le sei mozioni sul TAV sono l’una contro l’altra contrapposte (M5S e Forza Italia), mentre le altre quattro sono… possibiliste. Vale a dire “si faccia, purché…” oppure “si rivedano i termini del fare”. A leggere fra le righe che si evince? Che non è giusto far pagare all’Italia per 12 km, il doppio di quanto deve pagare la Francia che ne ha 58 di km “sul groppone”. Che il TAV non serve, ma se l’Europa lo vuole, l’Italia si deve adeguare. Se passa il TAV, l’Italia deve ricuperare i costi con… l’Accoglienza. Che nulla è prodotto al caso, ma tutto deve ubbidire a una logica Europea.

Scriviamo il pezzo alle ore 10.00 di oggi mercoledì 7 agosto 2019… imperversa al Senato, un’atroce discussione e l’Italia intera (ma non solo) è in attesa di come andrà a finire. Non siamo dei “politologi” e, come facciamo col… vino, ci limitiamo a dire “mi piace” oppure “non mi piace” e qui, per il TAV, non mi piace affatto buttare soldi pubblici, ma se dovesse servire… facciamolo.

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