CONVIVIALE DEL PANATHLON CLUB LA MALPENSA
Una sera a parlar del Campionissimo e del mito che si alimenta

Serata sul ciclismo al Parco Alto Milanese dove è stato celebrato il mito del Campionissimo Fausto Coppi e ricordato anche il centenario di fondazione dell’Uc Bustese Olonia.

Ottavio Tognola

BUSTO ARSIZIO

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Sono trascorsi quasi 70 anni da quel 10 giugno 1949. Fausto Coppi trionfò al Giro d’Italia con la stupenda vittoria nella Cuneo-Pinerolo, giungendo al traguardo con un vantaggio di 11’52”. Impresa epica e il mese successivo, il 24 luglio, Coppi vinse il Tour de France, primo corridore al mondo a riuscire nella magica doppietta. A 59 anni dalla sua prematura scomparsa (2 gennaio  1960) e a 100 anni dalla nascita, il prossimo 15 settembre, il suo ricordo è rimasto e rimane indelebile. Coppi è ancora l’atleta italiano più amato e celebrato. Le sue imprese e la sua vicenda umana ne hanno fatto un mito. Il campionissimo, il più grande, il corridore solo al comando, uno dei più portentosi ambasciatori che l’Italia abbia mai avuto.

Il figlio Faustino, martedì 4 giugno è stato ospite della conviviale del Panathlon Club “La Malpensa”, alla sala convegni del Parco Alto Milanese. Nessuno meglio di lui poteva rappresentare il connubio che nacque e si consolidò tra suo padre e il Velo Club Bustese, un onore per la città di Busto e per chi ne fu l’artefice, il presidente Peppino Cerana. Faustino e Cesare (figlio di Peppino) hanno ripercorso con i panathleti un legame affettivo e sportivo che va oltre il tempo e non porta le usure del tempo che passa. Grazie all’U.C. Bustese/Olonia, che quest’anno festeggia i 100 anni di attività, la figura di Fausto Coppi è stata celebrata e ricordata alla presenza dei giornalisti Sergio Gianoli e Giovanni Castiglioni e dello storico, nonché custode del Museo del Ciclismo cittadino, Luigi Celora.

“Avevo cinque anni quando papà ci lasciò – ha evidenziato Faustino – di lui ho pochi ricordi, e non so mai se sono stati realmente vissuti da me o se sono episodi che mi hanno raccontato e di cui mi sono appropriato e ho raccontato nel libro “Un’altra storia di Fausto Coppi,  interpretandoli con delle lettere che gli ho scritto. Non è un fardello il nome che porto, anzi trovo che per lui c’è ancora una grande memoria, è come se il mito alimentasse se stesso”.

A onorare la memoria del corridore che ha diviso l’Italia del secondo dopoguerra, anche per la leale rivalità con “Ginettaccio” Bartali, sono stati gli interventi dell’Assesore allo Sport, Gigi Farioli, del Presidente della Federciclo lombarda, Cordiano Dagnoni, insieme ai presidenti del Panathlon “La Malpensa” e Parco Alto Milanese, Enrico Salomi e Laura Rogora.

Non poteva far cornice più appropriata all’evento la presenza di ex corridori professionisti, Dario Andriotto, Stefano Zanini, Danilo Napolitano, la medaglia d’oro olimpica di Roma Tony Bailetti e la premiata con la borsa di studio Liuc, la professionista Silvia Pollicini, il dottore del ciclismo Massimo Besnati e il direttore sportivo della Cofidis Roberto Damiani. A rappresentare le istituzioni e le amministrazioni comunali del territorio, i sindaci di Castellanza e Marnate, Mirella Cerini ed Elisabetta Galli.

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