Sghèa e sghìa

Due parole Bustocche che si assomigliano, ma che hanno significati differenti....molto differenti. Vediamone tuttavia gli effetti che fanno un po' sorridere, ma che offrono uno spunto di riflessione sulla parlata locale: sghèa e sghìa. Li divide unicamente una vocale su cui cade l'accento

Gianluigi Marcora

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Due parole Bustocche che si assomigliano, ma che hanno significati differenti….molto differenti.

Vediamone tuttavia gli effetti che fanno un po’ sorridere, ma che offrono uno spunto di riflessione sulla parlata locale: sghèa e sghìa. Li divide unicamente una vocale su cui cade l’accento.

La sghèa me l’ha suggerita il mio amico Raf, autentico “luminare” nell’arte del coiffeur…tu gli affidi la testa e lui te la plasma, la modella, la ingentilisce, te la trucca e te la …restituisce che quasi ….non ti riconosci prima di uscire dal suo negozio….tanto sei ...caezzu (altra parola Bustocca).

La sghèa è la riga che il barbiere (o parrucchiere?) ti propina sulla testa. E’ un divisorio, una specie di spartizione di quanto hai in testa. Sghèa somiglia a uno spartiacque …un di qui o un di là…che il coiffeur pone alla tua chioma, per metterti “caezzu” cioè ….a posto in base alla tua personalità.

Oggi poi, con la cosiddetta “moda giovane” ogni coiffeur (parola francese che racchiude in sè sia il cosiddetto barbiere che dovrebbe solo tagliarti la barba sia il parrucchiere che invece dovrebbe solo occuparsi dei capelli) esegue il lavoro completo dedicato alle “teste” degli avventori.

Si dice che il bravo coiffeur debba somigliare a un bravo ….geometra, visto i tagli di certi ciuffi che fanno somigliare certi ragazzi in …ceffi e vista la moda che imprime straordinarie “variazioni” dove i capelli li trovi nelle …barbe, con tanto di sghèa segnata nei …capelli disegnati sulle guance.

A parte tutto, quando esci dal negozio di Raf (non indico la via, ma andate a cercarlo per curiosità e … ve ne innamorerete). Anche perchè, da Raf lavora una deliziosa creatura femmina di nome Silvia che “mette le mani addosso” agli uomini (è addetta alle barbe e quando ti insapona e di rade la barba, pensi solo alle carezze, alle notti incantate, ai tuffi nel blu di acque caraibiche e….punto).

Ci sono da Raf anche Vincenzo e Luca….di loro parleremo un’altra volta.

Il “caezzu” finale significa solo; “sei a posto”, in ordine, coi capelli puliti e rigogliosi che donano alla tua persona quel fascino che profuma di pulito, come un bimbo curato a puntino da mamma.

Passiamo ora allo sghìa. Per spiegare meglio questa parola, diciamo che proviene dal verbo sghìare vale a dire, rompere. Per capirci ancora meglio, prendiamo un foglio di giornale qualunque, per farlo a pezzi occorre romperlo, strapparlo …ecco, questa operazione si chiama …sghìare; quindi, il (meglio scrivere lo) sghiare vuol dire strappare il foglio.

Chiaro che la parola “sghiare” la si usa per tutto ciò che va strappato. Foglio di giornale, va bene, ma va pure bene per un drappo, una pezza di stoffa …e non solo per …buttare via, ma pure per una semplice operazione di divisione…….tagliala in mezzo, dividila, ricava due parti uguali, fanno tutte parte dello …sghiare.

Sia per sghèa sia per sghìa non conosco la loro etimologia….non so da dove derivano o provengono. So tuttavia che coiffeur (che ho citato) ce l’hanno importato i ….Liguri, da cui noi discendiamo. E’ per via della loro influenza e della loro vicinanza dalla Francia ….poi, coiffeur ha preso il posto di barbiere e parrucchiere (anche questa parola di discendenza francese, dove esistevano le parrucche). Sull’insegna dei negozi trovi “coiffeur” e non più barbiere o parrucchiere.

Grazie Raf per avere “resuscitato” la ….sghèa, il caezzu e lo sghìa.

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