Cambio valuta con soldi falsi. In manette gli slavi
Sgominata la banda del “tavolino magico”, 15 arresti

Maxi operazione delle Fiamme Gialle di Busto. I finanzieri hanno eseguito 15 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti imparentati tra loro. Una famiglia divenuta una vera e propria “associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato”

GIOGARA

Alessio Murace

Busto Arsizio

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Fatale fu quel piccolo conto al bar pagato con una banconota da 500 euro. Un finanziere in borghese si accorse del fatto anomalo, prese il numero di targa dell’auto del soggetto e da lì fece partire l’operazione “La stangata”. Un anno di serrate indagini, fatte soprattutto di intercettazioni ambientali e telefoniche e di una complessa attività di polizia giudiziaria, che hanno portato oggi all’esecuzione di 15 ordinanze di custodia cautelare (4 in carcere e 11 ai domiciliari), oltre al sequestro di beni per un valore di 725mila euro. L’operazione è stata condotta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Busto, in stretta sinergia con la Procura della Repubblica. Una collaborazione tra i militari del Capitano Stefania Quarta, che si congeda da Busto con questo brillante risultato, ed il Sostituto Procuratore Nadia Calcaterra che ha stretto il cerchio intorno alla famiglia di origini slave residente tra Busto, Gallarate e Lonate Pozzolo. Le 15 persone arrestate sono tutte imparentate tra loro. Una famiglia che si atteggiava, con risultati evidenti ed eloquenti, a vera e propria “associazione a delinquere transnazionale finalizzata al furto aggravato”.

Modus operandi. Il sodalizio criminale effettuava operazioni fraudolente di cambio valuta, realizzate in più stati attraverso la consegna di banconote fac-simile a fronte della sottrazione del denaro genuino con modalità del tutto riconducibili ad un furto aggravato. Un sistema informale di trasferimento di valori basato su una rete di mediatori tramite i quali i capitali venivano esportati da uno stato all’altro, garantendo in tal modo l’anonimato della transazione finanziaria e delle parti.

Cinque le truffe andate a buon fine, tutte compiute tra il novembre 2015 e il marzo 2016, con ingenti trasferimenti di denaro, da 125 mila a 350 mila euro. Il sodalizio otteneva la fiducia delle vittime, facoltosi uomini stranieri (russi, arabi e indiani) interessati ad operazioni di trasferimento internazionale di fondi, ospitandole in lussuose sale meeting di alberghi milanesi.

Il “tavolo magico”. Così veniva chiamato il tavolino con doppiofondo dove inizialmente gli indagati mostravano le banconote autentiche per poi sostituirle, al momento della consegna effettiva al cliente, con quelle contraffatte. Poi si davano alla fuga, confidando nel fatto che il cliente si sarebbe accorto del furto quando ormai il denaro “buono” era al sicuro.

Per questo motivo, alla luce del quadro investigativo emerso, il Pubblico Ministero Nadia Calcaterra ha richiesto al Gip del Tribunale di Busto, Patrizia Nobile, l’emissione di 15 custodie cautelari per associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato e non alla truffa. Complessivamente sono 26 le persone indagate, tra le quali risulta anche il giovane che nel 2012 investì con un Suv e uccise a Milano il vigile Niccolò Savarino. Il Gip ha disposto anche il sequestro preventivo di beni nella disponibilità del sodalizio criminale per complessivi 725 mila euro.

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