OPERAZIONE “ATLANTIC”
Sgominato cartello della droga a Lonate Pozzolo, 15 arresti dei carabinieri

Sono state eseguite misure cautelari nei confronti di quindici persone, ritenute responsabili di estorsione e spaccio. Nel clan sgominato dai carabinieri la presenza di soggetti di stampo ‘ndranghetista

lonate pozzolo

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Era Emanuele De Castro a controllare il “cartello” della droga di Lonate Pozzolo. De Castro, appena uscito di galera dopo la condanna in via definitiva per mafia nell’inchiesta “Bad Boys”, controllava e gestiva tutto il commercio illegale di droga (marijuana e cocaina in particolare) sul territorio di Lonate Pozzolo. A chiudere il cerchio attorno al “cartello” Lonatese sono stati i carabinieri della Compagnia di Busto, dopo un anno e mezzo di indagini condotte in sinergia con la Procura.

Il blitz. All’alba di lunedì 15 ottobre è scattata l’operazione della Compagnia dei Carabinieri di Busto, coordinata dalla Procura della Repubblica. Sono state eseguite misure cautelari nei confronti di quindici persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di estorsione e spaccio di stupefacenti. Fra gli indagati, dieci sono stati associati in carcere, quattro agli arresti domiciliari ed uno avrà l’obbligo di presentarsi periodicamente alla polizia giudiziaria.

L’indagine, denominata “Atlantic”, è cominciata dal tentato suicidio di un soggetto italiano, soccorso dai carabinieri della Stazione di Lonate Pozzolo nel luglio 2016. I militari hanno poi accertato come la causa del gesto fosse da attribuire per ragioni connesse a debiti di “droga” ad un’estorsione posta in essere da un pregiudicato locale, Michele Pagliari, aderente al sodalizio criminale.

I luoghi dello spaccio. Erano tre i gruppi che gestivano in parallelo l’attività di spaccio e che reinvestivano e riciclavano denaro in attività commerciali a Lonate Pozzolo, dopo aver ricevuto il “beneplacito” di Emanuele De Castro. Ad essere “usati” come base per accordi e cessioni di droga erano il chiosco all’interno del parco comunale “San Rafael”, gestito da Angelo Torquitto, dalla moglie Anna Teresa Matinata e dal figlio Marco, tutti raggiunti a vario titolo dalle misure cautelari, e il bar Atlantic” di proprietà di Salvatore De Castro, figlio di Emanuele, come il car parking Malpensa” di Ferno all’interno del quale “operavano” alcuni pusher impiegati anche come autisti dei pulmini per l’aeroporto. A Emanuele De Castro sono state contestate 15 violazioni della sorveglianza speciale, tra cui un’aggressione a due cameriere del bar del figlio, lavoratrici, assunte in maniera irregolare, che hanno protestato per non aver ricevuto il denaro che spettava loro.

Nell’operazione partita all’alba di lunedì 15 sono stati impiegati oltre 100 militari in divisa e 50 “gazzelle” dei carabinieri. “Una scelta voluta, per dare un segnale forte della presenza dei carabinieri sul territorio” ha sottolineato in conferenza stampa il Capitano della Compagnia di Busto, Marco D’Aleo, che ha condotto e coordinato l’intera indagine con il supporto della Procura bustocca.

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