Ricerca del Centro Sviluppo dei Territori e Settori della LIUC
Dove si concentrano i “talenti lombardi”?

Dove vai se il talento giusto non ce l’hai? La domanda vale sia per chi vuole trovare un posto di lavoro, sia per le imprese che hanno un gran bisogno di menti d’opera particolarmente brillanti

Luciano Landoni

castellanza

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Dove vai se il talento giusto non ce l’hai? La domanda vale sia per chi vuole trovare un posto di lavoro, sia per le imprese che hanno un gran bisogno di menti d’opera particolarmente brillanti e preparate per essere competitive nel mercato globalizzato e digitalizzato. Il nuovo paradigma produttivo dell’Industria 4.0 richiede un capitale umano all’altezza della situazione e le sfide economiche del 3° Millennio verranno vinte sui fronti della formazione e della reperibilità delle competenze/conoscenze professionali più avanzate, soprattutto all’interno delle macro-aree maggiormente industrializzate del sistema Paese. Lombardia in testa. Ne deriva che uno dei principali nodi da sciogliere è racchiuso nel quesito: dove si concentrano maggiormente i talenti lombardi? Dove risiedono, dove vengono formati, ma soprattutto dove si spostano per lavorare? Dopo “Firm drain – firm gain”, la ricerca finalizzata a misurare quanto un comune è capace di stimolare ed attrarre iniziative imprenditoriali, la LIUC Business School, attraverso il Centro sullo Sviluppo dei Territori e dei Settori, ha realizzato un nuovo studio, dedicato al capitale umano altamente profilato e al legame con le imprese del settore high–tech e con forte vocazione all’export.

Una ricerca che approfondisce le dinamiche di spostamento dei lavoratori qualificati, realizzata con il supporto di UBI Banca e a partire dal database 100% Lombardia sviluppato con Eupolis Lombardia. Dati di grande interesse per chi gestisce il sistema infrastrutturale e direttamente per i tanti pendolari, con ricadute sulla qualità della vita e sulle scelte residenziali. E ancora, per le imprese industriali, che per individuare le proprie sedi tengono sempre più in considerazione il tipo di forza lavoro che il territorio offre. Non solo: le informazioni raccolte possono rivelarsi utili per gli attori del settore terziario  e per gli istituti bancari, che possono in questo modo “modellare” adeguatamente la loro offerta di servizi sulle necessità degli abitanti.

L’orizzonte di analisi è, come per la precedente ricerca, la regione Lombardia,  ma lo studio si rivela di interesse anche da un punto di vista strettamente metodologico.

Tre i principali trend individuati dalla ricerca: in primo luogo, la capacità di generare talenti è equamente distribuita sul territorio (Milano e Monza Brianza in testa, Lodi e Cremona in coda), mentre le imprese che ne fanno maggior utilizzo (hi-tech ed esportatrici) si concentrano lungo l’asse pedemontano Varese – Brescia. Ciò genera un effetto centripeto che vede i lavoratori muoversi dalle valli alpine e prealpine e dalla valle padana verso l’asse pedemontano. Da sottolineare il ruolo giocato dalle Università: quelle situate lungo l’asse sopra citato (LIUC – Università Cattaneo, Università degli Studi dell’Insubria, Università degli Studi di Bergamo, Università degli Studi di Brescia) producono un maggior numero di laureati nei settori scientifici, e questi laureati hanno retribuzioni, in media, maggiori di oltre 200€ al mese rispetto ai loro omologhi provenienti da atenei esterni a questa fascia. La ricerca  è stata curata in particolare dal professor Massimiliano Serati, direttore del Centro sullo Sviluppo dei Territori e dei Settori della LIUC Business School e dal suo collaboratore Andrea Venegoni.

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