IN UN MESE 1.250 VISITATORI TRA I QUALI 160 STUDENTI
Si conclude con successo la mostra Miniartextil

Ottimo bilancio per la rassegna di arte tessile contemporanea che per un mese è stata ospitata al Museo del Tessile. Nella giornata finale visite guidate e laboratori dedicati ai bambini

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Ha chiuso in bellezza la mostra Miniartextil borderline, la rassegna di arte tessile contemporanea che dal 13 maggio è stata esposta nella collocazione ideale e “naturale” del Museo del Tessile.

Il pomeriggio di domenica 10 giugno è stato dedicato ai bambini: “Il pubblico di domani – afferma l’assessore alla Cultura Manuela Maffioli – è stato coinvolto con visite guidate e laboratori ad hoc gestiti dal servizio di didattica museale, proprio per contribuire alla loro educazione alla bellezza e all’arte. Bambini stimolati ad osservare le opere d’arte, bambini che dimostrano curiosità e interesse davanti a materiali e a forme insolite, bambini che provano a loro volta a sperimentare con colori, fili, fibre, saranno senza dubbio giovani e adulti sensibili alle proposte artistiche e culturali in generale”.

Le sale del museo, oltre ai piccoli partecipanti ai laboratori didattici, hanno accolto i bambini delle seconde A e B delle elementari Pontida che dopo la  visita guidata della scorsa settimana hanno lavorato in classe sulla mostra. “Sono tornati accompagnati da genitori e insegnanti per presentare le loro riflessioni e per mostrarci le loro opere preferite: ci hanno stupito le loro interpretazioni, in alcuni casi hanno saputo trovare significati a cui non avevamo ancora pensato. Non avrei potuto desiderare  una conclusione  più significativa di questa, nella bellezza dei loro occhi curiosi e interessati ho trovato il senso più profondo di questa iniziativa, al di là dei numeri comunque molto lusinghieri” osserva Maffioli che nella giornata conclusiva ha voluto accanto a sé uno dei più convinti sostenitori della mostra come elemento di rilancio anche per il settore tessile, lo storico del territorio Luigi Giavini.

In un mese la mostra è vista infatti da 1.250 persone, di cui 160 studenti. Numerosi anche i gruppi organizzati, dai commercianti, agli industriali di Univa, dagli “studenti” dell’Università cittadina, agli appassionati di fotografia, dai dipendenti Agesp, agli sponsor. Successo anche per le visite guidate del sabato e della domenica pomeriggio: “Sono davvero soddisfatta, sono numeri importanti per Busto e per una mostra alla prima edizione per il nostro territorio. La mostra è piaciuta  non solo per il suo aspetto artistico, ma anche perché parla della nostra cultura, della nostra identità, strettamente legate e determinate dal tessile” continua Maffioli.

Della mostra hanno parlato testate nazionali e di settore, riportando Busto e il suo museo all’attenzione degli appassionati e anche del pubblico più vasto: “Un primo passo per dare concretezza a quanto ripeto da sempre: fare cultura ad alti livelli può servire al rilancio della città anche dal punto di vista economico, per farne altri in questa direzione abbiamo però bisogno del sostegno dei privati che già in questa occasione hanno dimostrato un’attenzione molto incoraggiante e sono già pronti ad ascoltare altre proposte. Li ringrazio di cuore ad uno ad uno” conclude l’assessore, senza dimenticare un appello alle associazioni che utilizzeranno le sale del museo ad averne la massima cura.

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