Festeggiati i 65 anni del gruppo Alpini di Castellanza
“Si fatica salendo, ma poi si raggiunge la vetta”

L’orgoglio di appartenere ad una comunità e la decisione di donare qualcosa di concreto all’intera cittadinanza, qualcosa che possa testimoniare una presenza e la riaffermazione di valori intramontabili e fondamentali per dare senso alla vita e renderla più ricca per se stessi e per gli altri

Luciano Landoni

CASTELLANZA

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

L’orgoglio di appartenere ad una comunità e la decisione di donare qualcosa di concreto all’intera cittadinanza, qualcosa che possa testimoniare una presenza e la riaffermazione di valori intramontabili e fondamentali per dare senso alla vita e renderla più ricca per se stessi e per gli altri.

E’ questo il significato del dono del gruppo Alpini di Castellanza alla loro città, in occasione del 65° anno della fondazione del gruppo stesso.

La rotonda all’incrocio tra viale Italia e via 11 Settembre è stata integralmente ristrutturata per volontà delle Penne nere castellanzesi.

«È un progetto che avevamo in mente da qualche anno e abbiamo fortemente voluto portarlo a termine, perché la fedeltà agli impegni presi è una parte importante del nostro retaggio – ha spiegato il capogruppo degli Alpini castellanzesi, Dario Crenna – Per ricoprire la rotonda abbiamo utilizzato parte del prato sintetico del campo di calcio di via Bellini e al centro abbiamo posizionato una piccola scalinata e un sasso, che rappresenta la montagna, su cui campeggia il logo Io Alpino, realizzato dall’artista Gianni Cassani, membro della nostra sezione dal 1976, quando venne inaugurato il monumento agli Alpini in via Cantoni. La montagna è metafora della vita: si fatica salendo, ma si può contare sull’aiuto degli amici, e poi arriva la gratificazione del raggiungimento della vetta».

I festeggiamenti dei 65 anni del gruppo Alpini di Castellanza hanno richiamato una piccola-grande folla di castellanzesi e hanno raggiunto il loro culmine emotivo quando la fanfara La Baldoria di Busto Arsizio ha suonato l’Inno di Mameli.

Presenti alla cerimonia le autorità militari, quelle religiose – prima dell’inaugurazione è stata celebrata la Messa nella chiesa di San Bernardo da don Omar Cappelli, il quale ha parlato dell’attività degli Alpini come di «una concreta testimonianza di servizio nella società» – e quelle civili, a cominciare dal sindaco Mirella Cerini.

«Da 65 anni incarnate nella nostra città i valori di fedeltà, rispetto, coerenza e amicizia propri degli Alpini e i castellanzesi vi ricambiano con la loro vicinanza e tanto affetto, come dimostra il gran numero di persone presenti alla vostra festa – ha dichiarato la prima cittadina – Inoltre la scelta di una rotonda collocata in una posizione periferica dimostra la vostra attenzione verso tutto il territorio».

«Dietro al logo Io Alpino – ha detto Alessandro Bonfanti, consigliere della sezione Alpini di Varese – c’è lo spirito di servizio che ci anima. Noi non cerchiamo visibilità, ma speriamo che occasioni come questa servano da sprone soprattutto per i giovani, perché vengano portati a condividere i valori di cui noi ci facciamo interpreti».

Alla giornata hanno partecipato molte realtà castellanzesi, dalla Pro Loco (che si è occupata del rinfresco offerto a tutti gli intervenuti) all’Associazione Carabinieri in congedo, dai Bersaglieri ai Marinai.

Copyright @2019

NELLA STESSA CATEGORIA