Convegno di “Area Giovani” sul referendum del 22 ottobre
Sì o no? L’importante è andare a votare

L’Associazione Culturale “Area Giovani” ha presentato un incontro/confronto sul Referendum del 22 ottobre. Presenti i sindaci di Castellanza, Busto e Varese

GIOGARA

Luciano Landoni

CASTELLANZA

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Un altro grande successo per l’Associazione Culturale “Area Giovani” che ha gremito la sala conferenze della Biblioteca Civica di Castellanza (250/300 le persone presenti) con un incontro/confronto sul Referendum del 22 ottobre relativo all’autonomia della Lombardia e organizzato con il patrocinio dei comuni di Castellanza e Busto Arsizio (presenti entrambi i sindaci: Mirella Cerini e Emanuele Antonelli).

“Siamo felici di aggregare tanti giovani e di fornire loro, e non solo a loro, motivi di riflessione su tematiche di grande importanza sociale. Il nostro motto è molto semplice: aprire la mente! Solo così è possibile essere protagonisti consapevoli del nostro tempo”, Alessio Gasparoli – il presidente di “Area Giovani” che sfiora i 100 iscritti a meno di un anno dalla costituzione – ha accolto così il foltissimo pubblico.

Immediatamente dopo la giornalista Lucia Landoni, moderatrice del dibattito, ha presentato gli ospiti: Davide Galimberti (sindaco di Varese in quota Partito Democratico), Roberto Leonardi (Forza Italia di Varese), Paola Macchi (consigliere regionale del Movimento 5 Stelle), Giampiero Reguzzoni (consigliere regionale della Lega Nord) e Don Luca Violoni (prevosto di San Giuliano Milanese).

Ha esordito Giampiero Reguzzoni che, sollecitato da Lucia Landoni, ha “spiegato” le ragioni del Referendum e i motivi per i quali, ovviamente a suo parere, è opportuno votare “”.

“Ѐ fondamentale chiedere ai cittadini che cosa realmente vogliano! Attraverso un ampio ‘appoggio popolare’ sarà possibile negoziare al meglio con il potere centrale e il governo non potrà far finta di nulla relativamente alla richiesta di una maggiore autonomia da parte della nostra Regione. La Lombardia è una delle Regioni che funziona meglio. Chiediamo più competenze (sono almeno 22 quelle in concorrenza fra Stato e Regioni) – ha sostenuto Reguzzoni – e le adeguate risorse per gestirle. Gestiremo meglio le cose e risparmieremo!”.

Davide Galimberti ha approcciato il problema in senso maggiormente critico: “Ogni singola Regione può aprire una trattativa con il Governo, il referendum non era indispensabile. L’Emilia Romagna insegna. Si poteva fare a meno di spendere oltre 50 milioni. Per quanto mi riguarda la vera autonomia si condensa in quattro concetti cardine: efficienza, efficacia, rapidità e risparmio delle risorse”.

Paola Macchi, dopo aver precisato che il referendum del 22 ottobre “non c’entra assolutamente nulla con il cosiddetto residuo fiscale (la differenza fra le tasse pagate da una Regione e quello che ‘torna indietro’ in termini di servizi dallo Stato centrale)”, ha aggiunto che “i referendum devono diventare una buona abitudine” ,per l’esponente dei 5 Stelle “è di fondamentale importanza consentire a 7 milioni di lombardi (circa il 12% della popolazione italiana) di esprimere la propria volontà. Ѐ vero che vengono spesi dei soldi, ma è anche vero che questo voto fornirà un supporto forte per chi governerà la Lombardia nella trattativa con il Governo”.

Don Luca Violoni, dal canto suo, si è interrogato sulla vera e duplice essenza dell’autonomia: la sussidiarietà e la solidarietà. Entrambe debbono essere poste al centro, così da “attribuire uguale valore ad ogni persona” ed evitare che “la Regione diventi un altro Stato”.

Roberto Leonardi  ha contestato la critica formulata da chi vede nella consultazione referendaria un “costo”.

“Il tema fondamentale – ha sottolineato – è la partecipazione dei cittadini. La democrazia non ‘costa’, è di per sé un grande valore. Ѐ importante andare a votare, anche se non è richiesto il quorum. Il referendum è di tutti. Ѐ utile anche per dirimere le ambiguità persistenti nella gestione delle competenze fra Stato e Regione. Ne ricordo solo una: la materia ambientale”.

Al termine dell’incontro/confronto sono intervenuti i sindaci patrocinanti.

“Voglio fare i complimenti – ha detto Mirella Cerini, sindaco di Castellanza – ai giovani che hanno organizzato questo dibattito. Sono stati bravissimi e ci hanno aiutato ad essere maggiormente consapevoli dei nostri diritti/doveri”.

“Anch’io mi associo – ha aggiunto Emanuele Antonelli, sindaco di Busto Arsizio – una serata veramente interessante e magnificamente gestita. Io, però, voglio anche esternare tutta la mia… rabbia nei confronti di uno Stato che continua a chiedere e non dà nulla. Bisogna cambiare le cose. Secondo me, il referendum è anche una questione di soldi. Ne vogliamo di più per gestire meglio le nostre cose, per fornire servizi migliori ai nostri cittadini. A Busto Arsizio le tasse sono fra le più basse di tutti i comuni della Lombardia. Però non ce la facciamo più! Noi le risorse siamo capaci di produrle e di gestirle. Lo vogliamo fare in autonomia! A chi dice che il referendum è inutile e che basta ‘parlare’ con il Governo, rispondo che ho già inviato più di 30 lettere al potere esecutivo e non ho mai ricevuto una risposta”.

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