Un’iniziativa pilota alla scuola dell’infanzia “Eugenio Cantoni”
Si riprende con il “braccialetto della sicurezza”

A Castellanza ha preso il via un esperimento che può diventare un vero e proprio esempio virtuoso da seguire

CASTELLANZA

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Una delle molteplici difficoltà che rendono la “fase 2” non meno complessa e delicata della “fase 1” è senza dubbio legata alle condizioni di sicurezza che devono essere assolutamente messe in atto affinché la cosiddetta ripresa possa verificarsi riducendo il più possibile il rischio di una recrudescenza dell’epidemia.

In tutti i contesti operativi, nessuno escluso.

Compreso ovviamente quello della scuola.

A Castellanza, in questo senso, ha preso il via un esperimento, nato da un’idea di Fabio Morandi, presidente della scuola dell’infanzia “Eugenio Cantoni”, che può diventare un vero e proprio esempio virtuoso da seguire.

Di cosa si tratta?

Giriamo la domanda allo stesso Morandi.

Stiamo lavorando fin dal primo giorno di chiusura dell’asilo per garantire una riapertura in sicurezza e serenità per tutti. Il funzionamento del braccialetto verrà spiegato ai bambini dalle maestre con l’aiuto della nostra psicologa. Stiamo già studiando le metodologie più adatte, in modo che vivano il tutto come un gioco e questo per loro non diventi un motivo di ansia”.

Il “braccialetto” a cui fa riferimento Fabio Morandi consiste in un dispositivo hi-tech opportunamente “calibrato” che, posto al polso dei bimbi, permette ai piccoli di frequentare la scuola d’infanzia rimanendo, ognuno dall’altro, a “distanza di sicurezza” senza avvicinamenti eccessivi, dato che il congegno, ogni qualvolta il distanziamento diminuisce in misura eccessiva, si illumina e comincia a vibrare.

La scuola d’infanzia “Eugenio Cantoni” conta 150 bimbi iscritti e al suo interno lavorano circa 20 persone.

Abbiamo ordinato 200 braccialetti, perché tutti li indosseranno, dai piccoli in classe alle maestre, dalle cuoche alle addette alle pulizie. Ci verranno consegnati a fine mese”.

Chi ha realizzato i dispositivo elettronico?

L’azienda di Bari a cui ci siamo rivolti – risponde Fabio Morandi –  li stava producendo per le palestre, ma dopo la nostra richiesta li ha ripensati in modo da renderli fruibili anche per il mondo delle scuole. Quelli realizzati per noi avranno misure più piccole rispetto a quella standard e colori diversi. E il costo per le famiglie sarà minimo. Si parla di pochi euro”.

Vale la pena aggiungere che il braccialetto permetterà anche di  “registrare” i contatti avuti da chi lo indossa, in modo che “se un’insegnante o un bambino – sottolinea il presidente dell’Istituto –  dovesse risultare positivo al coronavirus sarebbe subito possibile capire a chi è stato vicino e per quanto tempo”.

Un ulteriore aspetto positivo dell’iniziativa risiede nel fatto che, per ogni braccialetto acquistato dall’asilo, l’azienda produttrice farà una donazione alle associazioni attive sul territorio di Castellanza.

Insomma, un’idea semplice e geniale al tempo stesso che ha creato non poco interesse.

In effetti, siamo tempestati di telefonate da parte di altre scuole che ci chiedono informazioni – precisa Fabio Morandi –. Ne siamo ovviamente lieti, perché mai come in questo periodo è importante fare rete. Peraltro il braccialetto è solo la punta dell’iceberg. Il lavoro che stiamo facendo è ben più ampio e comprende la stesura di protocolli sanitari ad hoc e una rimodulazione degli spazi. Ci siamo basati sulle linee guida che stanno usando in Francia e Germania, dove si parla già della riapertura degli asili,– aggiunge Morandi –  mentre da noi il governo non si sbilancia”.

Plaudo all’iniziativa della scuola dell’infanzia Cantoni. Ritengo – sottolinea Mirella Cerini, la sindaca di Castellanza – che abbia scelto uno strumento molto utile in vista della ripresa. Non sappiamo cosa accadrà nei prossimi mesi, ma senza dubbio i genitori dovranno tornare al lavoro e avranno bisogno di un luogo sicuro in cui lasciare i loro figli”.

Sul tema della sicurezza, il presidente della scuola dell’infanzia ci tiene ad esprimere un’esigenza estremamente rilevante.

Si tratta di una questione non più rimandabile, su cui vanno date indicazioni chiare. Io spero – dice –  di poter riaprire già a giugno, anche perché i bambini che seguiamo noi sono in una fascia d’età in cui si ha un particolare bisogno del contatto con i coetanei e con le maestre. Stanno risentendo del lockdown e noi stiamo facendo di tutto per poterli riaccogliere quanto prima, ovviamente nel rispetto delle decisioni ministeriali”.

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