CSA, CISL E UIL: “NOI DIALOGANTI PER IL BENE DEI LAVORATORI”
Sindacati spaccati in Comune: “Così l’amministrazione è più forte”

La vicenda della previdenza complementare della Polizia locale continua a tenere banco e “accentua” la spaccatura tra le sigle sindacali

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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La vicenda della previdenza complementare della Polizia locale continua a tenere banco. La questione, infatti, oltre ad aver originato uno scontro tra Rsu comunali e amministrazione (per la scelta di versare su un nuovo fondo parte dei proventi delle multe senza informare i rappresentanti dei lavoratori) ha creato una spaccatura tra gli stessi sindacati. Ancora una volta per una questione di metodo più che di merito.

Le frizioni all’interno delle Rsu di Palazzo Gilardoni, va detto, non sono una novità. Fatto sta che all’incontro con la stampa della scorsa settimana, in cui le sigle Adl, Cgil e Cub hanno illustrato la situazione, non erano presenti i colleghi di Csa-Fiadel, Cisl e Uil, che oggi hanno spiegato le ragioni della loro assenza.

“La conferenza stampa è stata ‘indetta’ da Adl senza includere nella convocazione alcune sigle provinciali, tra cui la nostra – spiega Angiolino Liguori del Csa –. Se qualcuno vuole emarginare la nostra organizzazione sindacale, ha sbagliato a capire. Questo atteggiamento e la conseguente rottura dei sindacati rende più forte l’amministrazione e dà l’idea sbagliata che esistano dei rappresentanti ‘settoriali’. Nell’assemblea dei vigili, ad esempio, è emerso che quanto ottenuto va attribuito a un’unica sigla, mentre i verbali delle riunioni dicono altro. Da oggi in poi i verbali dovranno essere ancora più dettagliati, così nessuno potrà arrogarsi meriti che non ha. Basta fare i paladini screditando le altre sigle”.

Liguori rimarca la distanza dal modo di agire di altre sigle: “Per noi l’amministrazione non è un nemico da abbattere, ma un interlocutore con cui risolvere i problemi dei lavoratori in modo dialogante. Parlare sempre di presidi o denunce non solo è inutile, ma può portare a scenari imprevedibili. Penso anche alla vertenza sugli asili nido, che mi auguro si risolva a favore delle educatrici”.

Anche Nunzio Praticò (Cisl), al pari del collega della Uil Giuseppe Fedele, sottolinea un modo diverso di intendere il sindacato: “Da parte nostra il dialogo con l’amministrazione vuole essere costante, non intendiamo andare allo scontro. Spiace che un sindacato autonomo, per avere un po’ di visibilità, strumentalizzi alcune questioni, come quella delle assunzioni, che se fosse possibile verrebbero fatte”.

Venendo al merito della vicenda della Polizia locale, anche le sigle più “dialoganti” contestano l’operato del Comune. “Quanto è successo non è per niente conciliante – protesta Liguori, affiancato dal segretario provinciale del Csa Domenico Godano –. Non siamo stati informati sul raddoppio dell’indennità e soprattutto abbiamo discusso per mesi sulla possibilità di cambiare il fondo quando dallo scorso dicembre c’era una determina dirigenziale. È una scorrettezza fingere una trattativa per poi decidere d’imperio. Sull’applicazione dell’articolo 208 manca un regolamento adeguato. È tempo di colmare questa lacuna”.

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