INCONTRO SUL FENOMENO MIGRATORIO
“Sindaci senza frontiere”, al Tessile l’integrazione cooperativa

Tavola rotonda tra gli amministratori in prima linea nell'integrazione dei migranti. Tra successi e difficoltà, l'auspicio di una cooperazione diffusa

GIOGARA

Riccardo Torresan

BUSTO ARSIZIO

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Giovedì sera si è tenuto al Museo del Tessile “Sindaci senza frontiere”, incontro con alcuni amministratori locali sul tema immigrazione. Prosegue così il ciclo di eventi organizzati dall’associazione “Bust’Occhi aperti sul mondo”. Il tutto sulla base della creazione, da qualche anno, di una rete cooperativa tra diversi Sindaci della Provincia di Varese. È attraverso questa rete che diversi Comuni tentano di gestire, insieme, il pressante fenomeno migratorio degli ultimi anni.

Alla serata erano presenti il sindaco di Maccagno Fabio Passera, il sindaco di Gorla Minore Vittorio Landoni, il vicesindaco di Somma Lombardo Stefano Aliprandini e l’assessore ai servizi sociali di Malnate Maria Croci, il tutto orchestrato dallo studente Federico Tosi nelle vesti di moderatore.
La prima parte dell’incontro è stata dedicata ad una panoramica dell’argomento di discussione.
Si è dunque ricordato che a Busto stazionano circa 200 migranti distribuiti in tre Cas (Centri di accoglienza straordinaria), non senza polemiche sui documenti di queste persone.
Pertanto, c’è chi ha invocato l’adozione dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) anche sul territorio comunale. Se, infatti, nel panorama provinciale una certa diffusione è già presente, Busto ne è invece sprovvista (e l’amministrazione non è intenzionata a puntare su questo sistema).

È stato Fabio Passera a raccontare (e raccontarsi) per primo. “Quando il prefetto mi ha assegnato una quarantina di ragazzi, ho capito di non poter fermare un fenomeno globale. Dapprima i cittadini hanno contestato la decisione, ma ho ricevuto grande appoggio dal parroco e da una cooperativa locale. Poi, gradualmente, anche l’opinione pubblica è cambiata, tanto da sviluppare una serie di attività di integrazione davvero invidiabile. Seguendo questo modello, noi sindaci dobbiamo impegnarci per governare al meglio un fenomeno di simile portata.”

A fargli eco anche Landoni, la cui esperienza è però più travagliata. Da un inizio promettente, infatti, si sono poi distaccate voci discordi, ad ostacolare l’integrazione dei migranti ospitati. Situazione che Landoni spera di ricomporre per dare corpo ad una “nuova cultura per la Provincia di Varese.”
È stata quindi la volta di Aliprandini, cauto ma soddisfatto nel riportare i risultati di Somma Lombardo: “Attualmente ospitiamo 96 ragazzi, difficili da coinvolgere tutti allo stesso modo. Tuttavia abbiamo iniziato il rilascio di alcune carte d’identità e attivato un protocollo per l’integrazione sociale e civica. Certo siamo in un periodo di grave crisi, e non potremo rispondere ai bisogni di ciascuno. Ma non dobbiamo aver paura, perché lavorando insieme possiamo davvero gestire bene una situazione così difficile.”

Sulla stessa linea anche Croci, che ha riportato l’applicazione riuscita, a Malnate, dello Sprar e non solo. Attivo, infatti, anche un altro progetto intercomunale per l’accoglienza di nuclei familiari, sovvenzionato anche dal Ministero.
Al termine della serata il pubblico ha potuto ascoltare le parole di Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa: in un video in cui il Premio Unesco per la pace 2017 ha raccontato l’esperienza del suo Comune, di certo tra i più coinvolti nel fenomeno migratorio mondiale.

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