DEMOCRATICI PREOCCUPATI. ANTONELLI: “ESAGERAZIONI”
Sindaco e Pd litigano sui manifesti abusivi di Casapound

Berutti parla di clima di crescente inquietudine, Antonelli sbotta: “Mistifica la realtà, Busto non è il Terzo Reich”

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Manifesti abusivi di Casapound, il Partito Democratico chiede chiarimenti all’amministrazione. E nel corso del dibattito nasce uno scontro con il sindaco.
In particolare, Cinzia Berutti ha portato in Consiglio comunale il caso dei cartelloni apparsi in corso Europa in due circostanze, all’inizio di novembre e all’inizio di dicembre.
Considerando le “radici fasciste del movimento rivendicate dal segretario Simone Di Stefano”, Berutti ha chiesto informazioni a proposito della rimozione dei manifesti e su eventuali sanzioni. Non solo: l’esponente del Pd si è detta preoccupata per lo slogan “È la tua rabbia che cambierà questo Paese”, ed ha quindi domandato se l’amministrazione ravvisasse un’incitazione alla violenza e un elemento di “preoccupazione per un clima di crescente inquietudine in città”, oltre a elementi punibili per apologia di fascismo.

L’assessore alla Sicurezza Massimo Rogora ha spiegato che, dopo la prima segnalazione, i verbali sono stati emessi e i cartelli rimossi, mentre nel secondo caso i manifesti erano già stati strappati prima dell’intervento della Polizia locale. “Il contenuto è al vaglio degli organi preposti – ha aggiunto –. I nostri agenti effettuano controlli quotidianamente e di recente sono intervenuti anche sui portici in via Milano, rimuovendo le affissioni di qualche partito comunista. In ogni caso, non ravviso alcun clima di crescente inquietudine, siamo tutti abbastanza tranquilli per ora”.

E dopo la replica di Berutti, che ha ricordato la medaglia di bronzo alla Resistenza di Busto e il timore che la suddetta “rabbia” possa esplodere e provocare dei danni, è intervenuto il sindaco Emanuele Antonelli. “Sta esagerando e questo mi dà fastidio – ha affermato –. Nessuno ha fatto queste scene per cartelli di altro colore. Certi problemi, come le polemiche sull’inaugurazione di piazza Vittorio Emanuele o sulla gioeubia, nascono perché ci sono persone che mistificano la realtà. Sulla Storia organizziamo tante iniziative con i giovani, non venitemi a dire che c’è una deriva fascista o che la parola ‘rabbia’ può scatenare un inferno. Siete voi che istigate queste cose”.

Intervento svilente e sgarbato – ha osservato il presidente dell’assise Valerio Mariani (Pd) –. È diritto dei consiglieri richiamare l’attenzione dell’amministrazione e chiedere una valutazione”. Irremovibile Antonelli: “Avete parlato per mezzora di Busto come fosse il Terzo Reich. Io difendo una città per la quale non si può parlare di apologia di fascismo”.

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