La replica di Giorgio Volpi
“Il sindaco vuole gettare fumo negli occhi agli olgiatesi”

Dopo Alda Acanfora e Loris Pasqual, anche l’ex Sindaco Giorgio volpi, del Gruppo Indipendente, vuole ribattere alle accuse del Primo Cittadino Gianni Montano

Loretta Girola

olgiate olona

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Dopo Alda Acanfora e Loris Pasqual, anche l’ex Sindaco Giorgio volpi, del Gruppo Indipendente, ha voluto ribattere alle accuse del Primo Cittadino Gianni Montano, spiegando quali siano, a parer suo, le cause della richiesta di dimissioni. “Le recenti affermazioni di Montano riguardo l’assenza delle opposizioni dall’ultimo consiglio comunale – sottolinea Volpi – sono completamente svincolate dalla realtà e sono il segno di una mancanza di responsabilità e di rispetto dei ruoli istituzionali. La convocazione iniziale del Consiglio era per martedì 29, ma la stessa mattina ci ha fatto contattare dagli uffici per chiederci se l’avessimo ricevuta o meno. Dopo la mia risposta negativa, e quella di molti altri, il Consiglio è stato riconvocato, e abbiamo fatto sapere che eravamo disponibili sia giovedì che venerdì, ma mercoledì già impegnati.

Il Risultato è stato una seduta convocata per mercoledì 30 con procedura di urgenza, saltando gli obbligatori cinque giorni di preavviso e la messa a disposizione della documentazione per valutare quanto si doveva votare. Inutile precisare che tale procedura è di fatto urgente e imprevedibile, e non da usare per una mancata convocazione; gli argomenti da discutere erano una variazione di Bilancio ordinaria, che non ha scadenza, e la proroga di validità del PGT, un atto dovuto da fare entro maggio, ma che era in scaletta da un anno.

Il problema non è la mancata convocazione, può capitare e per questo non abbiamo detto nulla, per evitare inutili polemiche e per non far scaricare su altri, in questo caso sugli uffici, la responsabilità come sempre accade; Montano, infatti, non si assume mai le sue responsabilità e le scarica sugli uffici, sulle opposizioni o su chiunque altro. Ricordiamo l’approvazione del bilancio, approvato sbagliato in giunta a novembre 2017, portato in consiglio a dicembre e ritirato perché gli abbiamo scritto, per evitare danni alla comunità e tutelare gli uffici e i consiglieri che lo votavano, che per legge non è possibile applicare l’avanzo senza aver prima approvato il consuntivo. Anche in questo caso ha scaricato tutta la responsabilità sugli uffici e sulle opposizioni, che creano inutili polemiche; poi, ovviamente, lo ha dovuto correggere come da nostre indicazioni. Tutti gli amministratori pubblici sanno queste cose, altrimenti cosa ci stanno a fare? Lui invece fa l’amministratore da nove anni, e non le sa, continuando a parlare di chi c’era prima, quando c’era anche lui, e lo fa senza vergogna. Non si fa così ad amministrare, se non per ritirare lo stipendio. Non basta: l’avanzo che voleva applicare a dicembre, arrivati a giugno e non è stato ancora utilizzato.

C’è un motivo perché ha montato volutamente questo polverone, senza rispetto dei fatti e delle responsabilità istituzionali? Certo, costruire una mera polemica, screditare le opposizioni e sviare l’attenzione dei cittadini dai problemi che stanno emergendo. Ad esempio dal fatto che abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti per avere tutta la documentazione, corrispondenza, progetti, mail e altro, intercorsa negli ultimi quattro anni tra il Comune e la famiglia Faccincani, per conoscere il perché si è persa la donazione di un milione per la Villa, annuncio fatto all’improvviso in una conferenza stampa, dopo aver mantenuto per molto tempo tutto nascosto. È fondamentale capire cosa sia avvenuto e come sia stato trattato il benefattore, perché negli ultimi quattro anni le versioni ufficiali date da Montano, e da Maccabei dopo l’entrata in maggioranza, sono innumerevole e contraddittorie. È indispensabile fare chiarezza, su questo argomento e su molti altri, perché se da una parte c’è la volontà di creare fumo e confondere le idee ai cittadini, dall’altra il nostro compito è quello di informare correttamente gli olgiatesi, perché sappiano cosa sta realmente accadendo per poter giudicare lucidamente, senza il disturbo di polemiche inutili e inutile confusione. Amministrare è una grande responsabilità, le istituzioni sono sacre, e non si può guidare una comunità in maniera così inattendibile, gli atti pubblici sono di tutti e tutti devono sapere come stanno le cose”.

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