Aut Aut su diversi fronti
Sotto pressione

Spenta l'eco della Patronale, ci si tuffa nei problemi "soliti" e in quelli "usuali" dove ciascuno "tira la giacca" sulle proprie opinioni. Due, particolari, sono i problemi "sotto pressione": la rotonda della Coop e Accam

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Spenta l’eco della Patronale, ci si tuffa nei problemi “soliti” e in quelli “usuali” dove ciascuno “tira la giacca” sulle proprie opinioni. Due, particolari, sono i problemi “sotto pressione“: la rotonda della Coop e Accam. Da una parte si pensa di “sapere tutto”, mentre dall’altra si dice di sapere nulla. Fatto è che la “rotonda” si fa e di Accam si aspetta solo la riunione dei 27 “soci azionisti” vale a dire, i Comuni.

Ci sono gli “aut aut” su entrambi i fronti e l’Amministrazione comunale, oltre a decidere, deve prendersi in carico le normali conseguenze. Di fronte a un’azione, c’è sempre una reazione. Brutto è, trincerarsi sul “posso e comando” dove per decidere occorre tener conto della volontà dei cittadini. Quindi, per la rotonda (con conseguente taglio dei tigli) si chiarisca il carico delle responsabilità e non si cerchi una scusante che al pubblico non garba. Si è sbagliato a concedere la licenza alla Coop? Lo si dica. E si manifesti il motivo, sennò ….non vale. Da qui, si dica chiaro e tondo qual è la penale (eventualmente) a carico del Comune e si agisca in modo che la “salute” venga messa in primo piano.

Rallentare il traffico su viale Duca d’Aosta è deleterio. Lo è ancor più, sapendo che una decina di tigli venga sacrificata, per far posto a un parcheggio (pagato e privato) che accontenta solo la Coop e nessun altro. Su Accam abbiamo scritto e ribadito che a decidere sono i 27 Comuni azionisti di maggioranza. Non solo sotto l’aspetto economico, ma principalmente sotto l’aspetto della salute. Siamo fra quelli che vogliono (meglio dire, desiderano) mantenere in efficienza la struttura. A patto sia tutelata sotto l’aspetto della salute pubblica e tuteli soprattutto Borsano che da rione esterno della città, patisce più di tutti.

Come si fa? E’ necessario “guardarsi in giro” e vedere come 27 soci si accollano i relativi costi e si tuteli ogni angolo di ACCAM nel migliore dei modi. Si tenga presente che in ACCAM lavora una trentina di persone; che il terreno su cui sorge l’inceneritore (o meglio, il termovalorizzatore) deve essere bonificato; che nessuno deve evadere le proprio responsabilità. 27 sono i soci di ACCAM e 27 sono le responsabilità da rispettare. Qui, deve intervenire Raffaele Cattaneo che è l’Assessore Regionale delegato alla partita. Dire “chiudere e basta”… non basta. Ricordiamocelo… a ogni azione segue una reazione. La salute non è unicamente “prendere le medicine“, ma è far in modo che le medicine non si prendano. Sui problemi “usuali” c’è da scrivere molto. Vediamo di essere succinti e spiegarli meglio. Primo fra tutti, la sporcizia che si vede in giro, specie dopo il week-end. Vetro e cartacce (con resti di cibo) giacciono in centro e in periferia. Per assurdo, la periferia è maggiormente pulita. Ci pensa la gente a pulire il “proprio orticello”, mentre in centro, specie vicino ai monumenti pubblici, ci sono bottiglie di birra vuote, da far paura. Diciamo anche questo: ci fossero bottiglie di vino, andremmo a “pescare” gli sporcaccioni locali, ma le bottiglie di birra vuote, sono traccia di persone non indigene.

C’è poi il problema della prostituzione che (piano piano) si avvicina al centro cittadino. E’ facile individuare femmine scollacciate che tentano l’approccio, incuranti di educazione, buone maniere e pure di linguaggio. Sarebbe decente vedere qualche Tutore dell’Ordine (Polizia – Carabinieri – Guardia di Finanza – Polizia Locale), magari in borghese, comminare qualche multa a cui fare seguito una denuncia ai cosiddetti “magnaccia” che non si vedono, ma che ci sono. Non dimentichiamoci dei raggiri agli anziani. Non cesseremo di enunciarli. Fa troppo pena sentire un anziano raggirato e triste per essersi comportato civilmente. Meglio non lasciare soli padri e nonni e meglio far loro capire che in casa IN CASA in casa IN CASA entra solo chi si conosce. Il resto sta fuori. Vero che ci sono in giro i tecnici del Comune, di Agesp, dell’Enel, ma loro non vengono a casa senza un preavviso o con un pretesto qualsiasi. Quindi, chi mostra un tesserino a uno stemma qualsiasi NON è un tecnico autorizzato e sarebbe bene “farlo sostare” fuori casa e telefonare subito ai Carabinieri. L’estate è a portata di mano. Vediamo di trascorrerla senza incombenze particolari. I furbastri vanno messi in condizione di essere individuati e sconfitti. Si può!

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