Operazione della Polizia coordinata dalla Procura di Busto
Spaccio di cocaina tra Busto e Torino, sgominata l’organizzazione

Due fratelli marocchini utilizzavano un connazionale per effettuare le consegne di droga (cocaina) al giro di piccoli spacciatori che rifornivano. Lo spaccio avveniva non solo a Busto ma anche in altre città del nord Italia, principalmente a Torino

BUSTO ARSIZIO

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Personale della Polizia di Stato, in servizio presso il Commissariato di Gallarate, a seguito di mirata e laboriosa attività d’indagine, il 30 gennaio scorso ha arrestato un latitante marocchino di 44 anni. L’uomo si era “rifugiato” in un appartamento di Busto, insieme alla convivente ed ai suoi tre figli per sfuggire alla cattura, visto che era destinatario, da agosto 2018, di un’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Busto. Dalle indagini effettuate e coordinate dalla Procura di Largo Giardino, era emerso che il 44enne era il promotore di un’organizzazione criminale operante nei quartieri Sacconago e Borsano, di cui facevano parte anche il fratello trentaquattrenne, tuttora latitante, ed un ventottenne loro connazionale, sempre domiciliato a Busto. I due fratelli utilizzavano il connazionale per effettuare le consegne di droga (cocaina) al giro di piccoli spacciatori che l’organizzazione riforniva. Lo spaccio avveniva non solo a Busto ma anche in altre località del nord Italia, quali Asola (Mantova), Bologna, Viareggio (Lucca) e Torino.

Proprio a Torino, nel corso delle indagini venivano effettuati importanti sequestri di riscontro. In particolare, a marzo dell’anno scorso, veniva arrestato un complice venticinquenne, trovato in possesso di 420 grammi di cocaina, appena ricevuta dal “fattorino” dell’organizzazione. Quattro giorni dopo, lo stesso “commesso” si recava nuovamente a Torino per consegnare 400 grammi di “coca” ad un pusher trentenne. Questa volta, alla consegna presenziarono anche gli agenti della Mobile di Torino, che arrestano entrambi in flagranza di reato. Nella circostanza, oltre alla droga, veniva sequestrata la somma contante di 8.500 euro, quale corrispettivo della consegna di cocaina.

Contemporaneamente, a Busto Arsizio, a carico dei due fratelli venivano effettuate le perquisizioni degli appartamenti che gli indagati avevano affittato in nero, esclusivamente per nascondervi rilevanti quantità di cocaina. La perquisizione veniva estesa anche all’autovettura, che gli indagati utilizzavano per effettuare le consegne di droga più rilevanti e che, dopo l’arresto del loro “fattorino” a Torino, avevano nascosto in una via centrale di Dairago. La perquisizione, effettuata anche con l’ausilio di un carrozziere, faceva rinvenire un vano nascosto sotto il sedile posteriore, con apertura comandata elettricamente. Nel citato vano, venivano trovati complessivi 2,2 chilogrammi di cocaina.

All’esito dei riscontri, il Gip del Tribunale di Busto emetteva il provvedimento restrittivo a carico dei tre indagati, che fino al 30 gennaio, era stato notificato solo al “commesso” che si trovava già detenuto presso il carcere di Torino.

Nell’inchiesta, risultano indagati altri quattro marocchini, tra cui un fratello maggiore dei due, accusato di riciclaggio, dopo che nella sua abitazione di Magnago, ritenuta il luogo dove veniva celato il denaro provento dell’attività illecita, era stata trovata la somma contante di 16.100 euro, oltre a materiale utile al confezionamento del denaro stesso.

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