Spazzino o operatore ecologico

Lo chiamavano "spazzino" ....poi gli appiopparono un nome che aveva tutta l'aria di una presa in giro: "operatore ecologico" che nemmeno lui, lo spazzino sapeva quale fosse il giusto significato. Spazzava le strade (e non solo), ma con il decoro che gli è proprio; risolveva i piccoli problemi che troppi sprovveduti gli mettevano sul tappeto

Gianluigi Marcora

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Lo chiamavano “spazzino” ….poi gli appiopparono un nome che aveva tutta l’aria di una presa in giro: “operatore ecologico” che nemmeno lui, lo spazzino sapeva quale fosse il giusto significato. Spazzava le strade (e non solo), ma con il decoro che gli è proprio; risolveva i piccoli problemi che troppi sprovveduti gli mettevano sul tappeto.

Adesso, Agesp ha provveduto a rendergli giustizia: non è questione di terminologia, ma è semplicemente questione di giustizia. Lo spazzino è colui che …spazza, pulisce, tiene decorosamente in ordine il luogo di sua competenza. Lui sa, lo spazzino, dove agire, operare, a volte prevenire chi è nel disagio e dove dovere provvedere. Si, perchè lo spazzino vede chi butta sporcizia dal finestrino della sua vettura o chi, con noncuranza sbatte in strada la cicca d’una sigaretta mal fumata.

Lo spazzino sa cogliere il disagio di chi non vede i cestini dove mettere il rifiuto e sa tenere bella la sua zona quasi fosse il salotto di casa. In silenzio, senza troppe elucubrazioni mentali, lo spazzino sa dove operare e sa soprattutto operare con tempestività. Vogliamogli bene. La sua umiltà è pari alla nostra educazione. Sottovalutare il lavoro umile dello spazzino è come credersi intelligenti anche se non lo siamo.

Eppoi, diciamocela tutta, lo spazzino vigila su chi vuole millantare una disposizione. Provate a non raccogliere le deiezioni dei cani (e non solo quelle): arriva lui, lo spazzino con cautela, ma con fare perentorio a richiamare all’ordine. Non fosse ubbidito, lo spazzino chiama l’Autorità pubblica  e, da lì giustizia sarà fatta.

M’è piaciuto questo ….ritorno all’origine. Quel “operatore ecologico” puzzava di qualunquismo. Come disse Totò “signori si nasce” anche lo spazzino ha sua gloriosa identità. E non è da poco.

Adesso, allo spazzino, l’Agesp e il Comune di Busto Arsizio, gli hanno assegnato un intero Rione. In città, ce ne sono nove di Rioni; quindi dovremmo avere nove spazzini, con tanto di divisa addosso, da portare con decoro. Onoriamo questo lavoratore e, meglio ribadirlo, vogliamogli bene, magari aiutandolo a scorgere certi “luoghi oscuri” dove la gente buttava di tutto.

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