Sport e tempi antichi

I ricordi fanno mai male. Servono a rivivere, rispolverando tempi antichi. Servono pure a vedere il futuro sotto una dimensione maggiormente reale e (perché noh?) gratificabile

Gianluigi Marcora

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I ricordi fanno mai male. Servono a rivivere, rispolverando tempi antichi. Servono pure a vedere il futuro sotto una dimensione maggiormente reale e (perché noh?) gratificabile.

Tre nomi (per ora): Nicolò Carosio, Sandro Ciotti e Giovanni Borghi! Lo spunto l’ho colto da una lettera che un Lettore del Quotidiano ha inviato nella Rubrica “dillo alla Prealpina – 10 gennaio 1960 – Tutto il Calcio minuto per minuto” del 9 gennaio.

Da ragazzo, senza la TV in casa (pochi bar l’avevano) alle 14.30 di ogni sacrosanta domenica, si era tutti schierati sul divano, le sedie e i più ricchi coi transistor a “vedere” le partite per radio. Nomi di cronisti come Enrico Ameri, il citato Sandro Ciotti, Roberto Bortoluzzi, Giampiero Galeazzi, Tonino Carino, Luigi Necco…..”inventavano” un linguaggio calcistico che si evolse col tempo.

Cito i tre nomi per esperienze personali. Nicolò Carosio, il primo, il pioniere di uno spettacolo fatto e costruito con l’immaginazione abbinata al “tifo” che quasi “obbligava” a non staccare l’orecchio (e l’anima) dall’impianto radiofonico. Tanto che, il film della partita lo si viveva a occhi chiusi. Allora c’era la Nazionale che giocava a Belfast contro l’Irlanda del Nord. Siamo sullo 0-0 e il risultato non si sblocca. Secondo tempo, sempre 0-0 e Carosio snocciola il suo genuino, pacato eloquio dentro un commento non troppo vivace. …..”c’è Loyacono che spazia sulla destra, porge a Da Costa che si incunea nella difesa avversaria, dialoga con Montuori….” trambusto, voci che si accavallano, Carosio sul pezzo, poi ….”la palla è in rete”….urla festanti, microfoni impazziti, noi a casa a commentare “ha segnato l’Italia” …. “non ho sentito esultanza” ……. “ma forse….” poi riprende Carosio, “repentino capovolgimento di fronte e l’Irlanda è passata in vantaggio”…vi risparmio i commenti. Uno solo, dello zio (tradotto in italiano)….”ma come, attaccavamo noi, eravamo a ridosso dell’area di rigore avversaria e ….segnano loro”. Perplessità, stupore, poi Carosio specifica con estrema onestà: “stavo commentando l’azione di attacco dell’Italia creando l’attesa, poi c’è stato il capovolgimento di fronte, ma io dovevo concludere e non ho fatto a tempo nel commento….intanto hanno segnato loro”. Figuratevi quale scoramento in tutti noi.

Sandro Ciotti: beh, qui c’è una battuta sul suo eloquio. All’Olimpico si gioca Lazio-Juventus e per quasi tutto l’incontro, Ciotti non fa altro che lamentarsi per la pochezza del gioco in campo; per il continuo giocare a centrocampo, senza mai un’azione penetrante; i portieri che dovrebbero pagare il biglietto per non essere impegnati; poi, l’invenzione del bravo radiocronista al termine della gara: “all’Olimpico s’è conclusa una squallida partita sullo 0-0 davanti a 80.000 testimoni“. Eccolo il cronista di razza: non solo ha il coraggio di classificare “squallida” una partita non giocata o giocata in maniera pessima, ma tira in ballo 80.000 “testimoni” come a dire ….non credete a me? ….allora ditelo a uno degli 80.000 che con me hanno vissuto questo indecoroso spettacolo.

Di Ciotti, però abbiamo un ricordo indelebile, grandioso, grazie alla famiglia di Emidio Cavigioli, indimenticato campione di Pro Patria, Torino e Nazionale. Siamo nel 1990 e celebriamo i 10 anni della Rivista Busto Sport. Invitiamo Sandro Ciotti che aderisce alla cortesia di Cavigioli. Non solo: teniamo al Mediterranèe un incontro con larga partecipazione di pubblico, presieduta da Sandro Ciotti……qualcosa di stupendo. Poi è Ciotti a formulare un invito a noi della GMC Ediore: “vi fa piacere presenziare alla Domenica Sportiva?” non stiamo più nella pelle e puntualmente quella domenica sera siamo ospiti da Ciotti, la cui “valletta” era una certa….. Simona Ventura che supportava il bravo presentatore. Ho il filmato a casa (ricavato dalla registrazione delle immagini TV) e l’avrò visto (in Redazione l’avremo visto) almeno trenta volte. Ciotti: “Questa Rivista sorta a Busto Arsizio compie 10 anni ….ha una peculiarità straordinaria: mette in primo piano il cosiddetto Sport Locale e Dilettantistico e s’è guadagnato un posto prioritario nell’ambito dell’informazione locale” Seguono altre considerazioni di Sandro Ciotti su di noi, ci addita al grande pubblico, mi fa parlare un po’ e conclude con le congratulazioni…… un giorno o l’altro riprendo quella cassetta e trascrivo tutto per bene, quelle parole….. tra poco (per noi) saranno 40 anni di quella Rivista: sorta col nome Busto Sport in onore a Busto Arsizio e allo Sport prettamente Locale, poi si aggiunse La Scelta e il 1° gennaio 1995 divenne l’[email protected] (in formato cartaceo sino al 31 dicembre 2013 poi on line. E ….Giovanni Borghi? Ne parleremo in un prossimo Editoriale.

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