Operazione “Piazza Pulita”. Comune commissariato
“Spregiudicata manipolazione delle procedure”. Arrestato il sindaco, azzerata la giunta di Legnano

Nomine pilotate in società partecipate del Comune. L’operazione della Guardia di Finanza di Milano, coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto, ha colpito la giunta di Legnano. Ai domiciliari il sindaco leghista Gianbattista Fratus e l’assessore Chiara Lazzarini, in carcere il vicesindaco forzista Maurizio Cozzi

Alessio Murace

BUSTO ARSIZIO

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L’operazione “Piazza Pulita” della Guardia di Finanza di Milano, coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, ha nuovamente portato alla luce, a solo una settimana di distanza dall’inchiesta “Mensa dei Poveri” che ha scoperchiato il “sistema Caianiello”, la corruzione dilagante dentro un modo di fare politica assolutamente illegale e raccapricciante.

Questa volta, nell’operazione che ha portato all’arresto del sindaco di Legnano, Gianbattista Fratus, del suo vice e assessore al bilancio Maurizio Cozzi e dell’assessore al decoro e arredo urbano Chiara Lazzarini, non ci sono le “mazzette” e il “feudalesimo” della politica, ma nomine pilotate, incarichi affidati a soggetti incompatibile e, dulcis in fundo, il “baratto elettorale”.

Le accuse.

Gli incarichi venivano assegnati dagli indagati “a soggetti a loro graditi”, persone che in futuro potevano essere in qualche modo manovrabili e/o riconoscenti al politico. Tre i concorsi pubblici truccati, che gli inquirenti hanno ricostruito perfettamente in soli cinque mesi di indagine, da dicembre 2018 all’aprile di quest’anno: la selezione del dirigente per lo sviluppo organizzativo del comune di Legnano, la selezione del nuovo direttore generale di Amga Legnano Spa e l’affidamento di un incarico professionale presso la partecipata Euro.PA Service Srl. 

Al sindaco leghista Fratus sono stati concessi gli arresti domiciliari così come all’assessore alle opere pubbliche Lazzarini. In carcere, invece, l’assessore forzista al bilancio e vicesindaco Maurizio Cozzi, in quanto responsabile di tutte e tre le turbative nello svolgimento delle procedure selettive.

Gli arrestati sono accusati a vario titolo di turbata legalità degli incanti, turbata libertà di scelta del contraente e corruzione elettorale. Nel registro degli indagati sono state iscritte altre otto persone. Le Fiamme Gialle, questa mattina, hanno notificato i provvedimenti e acquisito i documenti in comune e nelle sedi delle società pubbliche. Complessivamente sono stati impiegati oltre 50 militari fin dall’alba.

“Spregiudicata manipolazione delle procedure”.

“Gli indagati – ha spiegato il pm Nadia Calcaterra in conferenza stampa – avviavano vere e proprie selezioni parallele, individuavano i candidati a loro graditi, sostenevano dei colloqui personali e, alla fine, facevano in modo che i bandi venissero turbati in modo tale da ottenerne la nomina nonostante l’incompatibilità con l’incarico bandito. La cosa più allarmante e disarmante – ha proseguito e rincarato la pm – è che gli indagati hanno tutti uno scarsissimo senso della legalità e non percepiscono assolutamente la gravità delle loro azioni, quasi come si trattasse di un modo di fare diffuso e quindi legalizzato. Ma così non è”.

“La nomina di soggetti manovrabili – è la chiosa del procuratore aggiunto di Busto, Giuseppe D’Amico – avveniva attraverso spregiudicate manipolazioni di procedure”.

Do ut des.

Durante le indagini, durate poco più di cinque mesi, partite da un “Dossier Anonimo” sulle presunte irregolarità di Amga fatto arrivare sulla scrivania del sindaco Fratus e poi anche sui banchi della Procura, è emerso che durante le elezioni amministrative del 2017 per il rinnovo del consiglio comunale, Fratus avrebbe promesso a un candidato escluso al primo turno, in cambio del suo appoggio elettorale in sede di ballottaggio, un incarico in una società pubblica. Una promessa effettivamente mantenuta con la nomina della figlia nella partecipata Aemme Linea Ambiente Srl. La corruzione elettorale è contestata al solo sindaco Fratus, accusa, però, che non rientra nella misura cautelare emessa dal Gip per l’operazione “Piazza Pulita”.

Comune commissariato.

Il Prefetto di Milano Renato Saccone ha disposto la sospensione dalla carica del sindaco, del vicesindaco e dell’assessore, dopo il provvedimento di custodia cautelare disposto dal Tribunale di Busto Arsizio. “Il Prefetto, considerato il caso di necessità ed urgenza – si legge in una nota della prefettura – per garantire il normale funzionamento del Comune, ha nominato il vice prefetto Cristiana Cirelli Commissario per la provvisoria gestione dell’Ente, con le funzioni del Sindaco e della Giunta”.

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