DONO DI NATALE ALL'OSPEDALE DI BUSTO
La Stanza di Chiara apre le porte in pediatria

Al suo interno un cardiomonitor donato dall'associazione La Casa di Chiara della famiglia Cirigliano e decorazioni a tema. Giochi anche dalle Pontida

Valentina Colombo

BUSTO ARSIZIO

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La Casa di Chiara è un cuore che continua a pulsare. O meglio una farfalla che, sbattendo le ali, dà vita e speranza a tutti. Lo ha dimostrato la famiglia Cirigliano, ancora una volta, con l’inaugurazione della Stanza di Chiara alla pediatria dell’Ospedale di Busto Arsizio così come desiderato dalla dottoressa Simonetta Cherubini. Al suo interno, un dono prezioso: un cardiomonitor destinato a rilevare i parametri dei bimbi in gravi condizioni.

Un dono vero e proprio arrivato in occasione dell’antivigilia che mamma Stefania e papà Marco hanno concretizzato grazie alle donazioni dei già tanti sostenitori della neonata associazione. La sua nascita risale infatti solo allo scorso anno, dopo la perdita della piccola Chiara, a pochi mesi di vita per una rara malattia. Ma la forza del dolore si è presto trasformata in una grande spinta per fare del bene ai meno fortunati. E così, dopo l’incubatrice donata all’Ospedale del Ponte di Varese e due kit sanitari pediatrici alla Croce Rossa bustocca, per concludere il 2017 è arrivata anche un’apparecchiatura specializzata per il nosocomio cittadino.

Della stanza, nulla è lasciato al caso a cominciare dalla farfalla dipinta sulla porta di ingresso, così come le altre farfalle che rallegrano la testata del letto d’ospedale grazie ai pennelli di Fabio Moroni. Il tutto su sfondo blu per ricordare il colore del cielo. Opera questa del fratello di Cirigliano, insieme a Marco Nappi. La farfalla è infatti il simbolo che ricorda la piccola Chiara, “un animale di rara bellezza che ha un passaggio velocissimo su questa terra ma chiunque si perde a guardarla”.

Una coccola in più per la Stanza di Chiara è arrivata anche da tanti altri bimbi, figli degli amici della famiglia Cirigliano che hanno voluto donare i loro regali. E come se non bastasse, a questi si sono aggiunti spontaneamente altri giochi raccolti dal Comitato Genitori delle scuole Pontida destinati – questi ultimi – al reparto pediatria in generale.

“Ringrazio tutti i bambini perché hanno donato tantissimi giochi ed è stato bellissimo, hanno un cuore grandissimo” ha commentato mamma Stefania, commossa. E con commozione anche papà Marco, insieme al figlio Andrea e  i nipoti Alessio, Lorenzo e Ilaria, ha aggiunto: “Siamo indubbiamente contenti. Sapere che dei bambini ora possono affrontare momenti di difficoltà  e possono incontrare Chiara ci fa piacere. È bello pensare che i bimbi possano crescere con la cultura del dono, credo non ci sia cosa più bella del voler bene e volersi bene. La vita di tutti i giorni è difficile, magari ci fa arrabbiare, ci sono cose che non vorremmo succedessero mai ma possiamo riscattarci e capire che c’è qualcosa di importare da fare e andare avanti. Non si va indietro”.

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