TRASFERTA DI LECCO
Sto con i tifosi

Gianluigi Marcora

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Quando si esagera con la Legge… anche la Legge viene oltraggiata. E non va bene. Diciamolo subito: siamo d'accordo con la protesta civile e pertinente dei Club che tifano Pro Patria per l'imposizione della Questura di Lecco di limitare a 80 posti "codificati e nominativi" da assegnare ai tifosi biancoblu.
 
Vero che talvolta "per colpa di qualcuno perdono tutti", ma qui non è il caso e nemmeno ci si deve nascondere dietro all' "ordine pubblico" o alle "pazzie del tifo". Siamo di fronte a una partita di calcio e a una giusta "rivalità del tifo"… non certo a una "sommossa" che deve essere a ogni costo soppressa sul nascere ("sommossa" di chi?).
Che il calcio ci abbia abituati a "spargimenti di sangue" come è accaduto altrove, ci sta. Ma che adesso ci si limiti a 80 "taggati" per avere sottomano l'intera situazione, ci sembra assurdo e… riprovevole.
 
Per controllare il pubblico di Lecco-Pro Patria bastano due steward che possano riferire l'andamento della spettacolarità del tifo. In caso di intervento di Polizia o Carabinieri (chiamati alla bisogna) basta un processo sommario allo stadio e tutto finirebbe lì, senza ulteriori sprechi di energie che – in fin dei conti – gravano sui Cittadini. Vediamo di "prevenire invece di curare" con un atto di clemenza preventiva. Dando fiducia, ai tifosi, senza criminalizzarli per un ipotetico reato che potrebbe succedere, ma che a questi livelli è mai successo.
 
Senza il tifo, muore il calcio… ma (il calcio) muore pure per le soverchie imposizioni che gli vengono attribuite. Per debellare violenza e tifo "scabroso" basta offrire al vero tifoso la "certezza della pena" quando lo stesso tifoso dovesse comportarsi male. Oggi, quella "certezza della pena" non esiste, ma è in atto una "repressione preventiva" che è un po' il processo alle intenzioni.
Di certo, a Lecco, senza supporter biancoblu, i giocatori della Pro Patria dovranno essere ancora più "pungolati e motivati" a far propria la partita. Per offrire a tutti uno spettacolo calcistico degno del buon nome della gente di Busto Arsizio. Del resto, anche all'andata, col Lecco, ci fu solo "spettacolo di tifo" e non si riesce a comprendere il motivo per il quale a Lecco non  deve esserci altrettanto.
I nostri tifosi non meritano di essere "ingabbiati" e nemmeno "scortati" nel rispetto dei tifosi del Lecco.
 
Allo "Speroni" di Busto Arsizio c'era (forse c'è tuttora?) un cartello dove si dava il BENVENUTO ai tifosi della squadra ospite. Sarebbe bene "rispolverare" quel cartello, nel segno del rispetto che ciascuno deve avere per la propria squadra e per i tifosi della squadra ospitata.

Copyright @2017

DALLE RUBRICHE