Storie biancoblù

Giuseppe  Cerana, Peppino, imprenditore bustese, nel 1948 accetta a furor di popolo la presidenza della Pro Patria. Allarga il Consiglio ad una decina di amici fidati e sino al 1952, scadenza del mandato, porta il football di “Busti Grandi” a livelli eccellenti

Giorgio Giacomelli

BUSTO ARSIZIO

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Giuseppe  Cerana, Peppino, imprenditore bustese del ramo tessile, nel 1948 accetta, a furor di popolo, la presidenza della Pro Patria calcio. Allarga il Consiglio ad una decina di amici fidati e sino al 1952, scadenza del mandato, porta il football di “Busti Grandi” a livelli eccellenti rapportati ad una comunità di 49mila abitanti, nemmeno capoluogo di provincia.

Gli irriducibili Tigrotti, spavaldamente, mettono sotto Juventus (4 a 0), Inter (5 a 1), il Torino post Superga (6 a 1),  Novara (5 a 0), restano in A per cinque campionati di fila (1947-1951), ottengono l’ottava posizione nel 1948, raggruppano al Comunale di Via Ca’ Bianca mediamente oltre 120mila spettatori per stagione calcistica. Nel 1949 il signor Peppino fa arrivare a Busto d’oltre Cortina di Ferro  il fuoriclasse danubiano Laslo Kubala, lo mantiene sontuosamente per oltre un anno in villa di sua proprietà, suo malgrado deve lasciarlo trasferire al FBC Barcelona, per ragion di stato.

Cerana ben attento alle esigenze della  tifoseria bustocca, tiene stretti rapporti con “Quelli delle  19” forbito gruppo di tifosi postati in piazza Garibaldi quasi accanto al Bar Maldifassi, capitanati da Adamo Cocco, giornalista bustese peraltro editore del periodico “IL TIGROTTO”, miscellanea di poche e lusingate pacche sulle spalle ai biancoblu bensì di solerti punzecchiature in gergo LA SFERZA 1946, in edicola ogni lunedì mattina, costo lire venti.

In previsione della scadenza del mandato presidenziale (giugno 1952), il signor Peppino, raggruppa “Quelli delle 19” attorno ad una tavolata all’insegna di “Cazzueula e Salsicce”, seduto accanto ad uno dei più cari concittadini, Carlo Azimonti, assiduo alle vicende biancoblu, dall’Aurora Busto S.S. in poi.

La presidenza Cerana evidenzia cospicue plusvalenze originate dalle cessioni dei biancoblu Azzimonti, Viney, Turconi, Antoniotti, Visco, Cavigioli, Marcora Paolo e Bertoloni, soporifere alla definitiva sistemazione del bilancio sociale.

All’epoca era d’uso il  “PRANZO dei POVERI”,  nell’Aula Magna delle Scuole De Amicis (200 coperti) promosso da Ristorante Peppino, Caffè Stoppa, Ass. Macellai, Ass. Pollivendoli, Redazione de Il Tigrotto. Per Natale 1951 vennero raccolte lire 32.155 di cui 9.155  da “Quelli delle 19”. Non ero nel gruppo, avevo i calzoni corti, quanta amarezza: tra loro Angelo Borri, l’irriducibile “ BAFFO” poi Sindaco Buono della città di Busto Arsizio.

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