NEL RICORDO DI EDOARDO BACCIN
Street art, tributo a Syrio

A due anni dalla tragica morte di Edordo Baccin, venti writer hanno voluto ricordare l'amico Syrio con un tributo

Luciano Landoni

Somma Lombardo

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Un giovane artista di strada, un writer come si usa dire, che vive con passione assoluta la propria vocazione pittorica, decide un giorno (un brutto giorno, per lui) di dipingere un vagone ferroviario nella stazione di Arona e, contravvenendo alle regole, si avventura fra i binari.
All’improvviso, il rumore intenso di un treno in arrivo, la paura di esserne travolto, la decisione di infilarsi sotto il vagone per sbucare dall’altra parte incolume.
Peccato, un peccato mortale, che anche dall’altra parte arrivasse un secondo treno, il cui sferragliare era stato coperto dal primo.
E’ morto così, a causa di questa bizzarra crudele e tragica fatalità, il giovane ventenne Edoardo Baccin, detto Edo, nome d’arte Syrio.
Il 6 agosto 2015 la vita di Edo si è interrotta per sempre.
La sua città natale, Somma Lombardo, a due anni dalla morte, ha deciso di ricordarlo ospitando un evento dal titolo: “Tribute to Syrio”.
Una due giorni (sabato 12 e domenica 13 agosto) di street art, musica e street food promossa dagli amici e dalla famiglia di Edoardo in collaborazione con il Comune, che ha messo a disposizione un’ampia area in via Fuser.
Sono arrivati in 20 i writer provenienti da tutto il mondo (due addirittura dall’Australia) per ricordare il loro amico Syrio nell’unica maniera possibile: colorando e dipingendo i muri, proprio come avrebbe fatto Edoardo.
L’evento è ormai arrivato alla 3° edizione, ma quest’anno ha una valenza diversa: “Non è più solo un momento organizzato da me e Marco, mamma e papà che vogliono ricordare un figlio nel giorno del suo compleanno, ma il trampolino di lancio dell’Associazione Syrio, che avrà il compito di diffondere la cultura del writing e di portarla alla luce in un certo senso, liberandola da quell’aura di illegalità e pregiudizi che porta alcune persone a considerare i ragazzi con questa passione dei criminali”, precisa la madre di Edoardo, Stefania Pasqualon.
Al momento ne facciamo parte noi familiari, siamo solo cinque soci, ma l’obiettivo – aggiunge – è quello di organizzare una prima assemblea entro fine anno, eleggendo un presidente e lasciando di fatto l’associazione in mano ai ragazzi. Saranno loro, gli amici di Edo, a promuovere eventi legati alla street art in tutta Italia”.
Insomma, tanto coraggio (come solo una madre può avere!) e la ferma intenzione di ricordare il figlio esaltandone la passione che lo animava e lo entusiasmava.
Chi viene colpito da una tragedia come quella che ha toccato la nostra famiglia – prosegue Stefania Pasqualon con straordinaria forza d’animo e con accanto il secondo figlio, il piccolo e vivacissimo Tommaso – ha di fronte a sé due strade: lasciarsi sommergere dal dolore o cercare un modo per incanalarlo. Io ho perso un figlio, ma mi sembra di averne di fatto adottati una ventina, dato che i ragazzi che gli volevano bene non mi hanno mai lasciata sola in questi anni. Sono stati fantastici anche nell’organizzazione di questo evento: hanno gestito loro la comunicazione sui social e raccolto le adesioni dei vari writer. Edoardo è morto seguendo la sua passione e io voglio dare modo a chi la condivideva con lui di continuare a diffonderla. Sono convinta che lui ne sarebbe felice».

L’Associazione Syrio si pone l’obiettivo di estendere la propria attività a livello nazionale, senza tuttavia dimenticarsi del rapporto speciale con il comune di Somma Lombardo.
«Il sindaco Stefano Bellaria e gran parte della cittadinanza hanno sempre sostenuto con forza le nostre iniziative per ricordare Edo. Ci piacerebbe che la data del 12 agosto rimanesse anche per il futuro un punto fermo, con un evento organizzato sempre a Somma – sottolinea Stefania Pasqualonil progetto è quello di realizzare una sorta di museo a cielo aperto dedicato alla street art, che da qui si ampli anno dopo anno e muro dopo muro fino a raggiungere Varese da una parte e Milano dall’altra».

Fra i numerosi artisti intervenuti, particolarmente interessante si è rivelata la composizione murale di Tiziana Terrana, da Rovigo.
Partendo dalle indicazioni fornite dal comune (tema dominante la equo-solidarietà), la giovane cultrice veneta di street art ha deciso di dipingere un “wormhole” (la traduzione letterale italiana è “buco di verme”), che in fisica indica un cunicolo spazio-temporale attraverso il quale viaggiare da un punto dell’universo all’altro e ipoteticamente persino nel tempo.
«Il mio invece è un “warmhole”, ovvero un “buco di calore” – spiega l’artista mostrando uno schizzo del risultato finale come apparirà sulla parete, con due vortici uniti da due mani protese l’una verso l’altra – l’idea è quella di rappresentare il calore sprigionato nel mondo dalla solidarietà, tra una mano che esce dal primo vortice e si tende in cerca d’aiuto e l’altra, dal secondo, che si allunga per offrirglielo».

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