“SCONFIGGERE LA VIOLENZA È UNA BATTAGLIA CULTURALE”
Studenti in piazza: flash mob contro la violenza sulle donne

Piazza Vittorio Emanuele II è stata invasa da settecento studenti che hanno manifestato contro la violenza sulle donne, legati da un simbolico spago rosso. Sul palco, gli interventi delle autorità a partire dal sindaco Emanuele Antonelli

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Uno striscione per non dimenticare le donne vittime di violenza, uno spago rosso lungo mille metri che ha legato settecento studenti  per  poi sciogliersi improvvisamente, a spezzare simbolicamente il silenzio.

È andato in scena, questa mattina, il flash mob  organizzato in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Piazza Vittorio Emanuele II è stata invasa da una folla di studenti delle scuole superiori cittadine e dell’istituto comprensivo Bossi che hanno aderito all’iniziativa organizzata dall’amministrazione comunale, in collaborazione con il centro antiviolenza Eva Onlus, lo studio legale A&A, Agesp Energia e la Fata Porpora Atelier.

Sul palco, allestito in piazza, dove è stata posizionata anche una simbolica panchina rossa, le autorità hanno voluto lanciare un messaggio forte.

Ad introdurre la manifestazione, il sindaco Emanuele Antonelli: “Ciao ragazze e ragazzi, purtroppo oggi siamo qui. Dico purtroppo perché non dovrebbe esserci la violenza contro le donne. Mi piacerebbe che anche il centro antiviolenza Eva Onlus non avesse più motivo di esistere, è un piccolo sogno ma se tutti rispettassimo le donne si potrebbe realizzare. E invece ancora oggi siamo costretti a leggere tante drammatiche notizie. È vero, ogni tanto qualche donna ci fa ‘impazzire’ e avrebbe bisogno di un richiamo, anche in Giunta – dice sorridendo il sindaco – però in questo caso, c’è solo una cosa da fare: regalare loro un fiore. È una lezione importante fatene tesoro. Il telefono di Eva Onlus è squillato ben dieci volte questa settimana, per altrettante richieste d’aiuto, questo ci deve far riflettere. Aiutiamo tutti insieme a zittire quello squillo, solo così vivremo in un mondo migliore”.

L’assessore ai Servizi Sociali, Osvaldo Attolini, ha ricordato che in Italia viene uccisa una donna ogni tre giorni e tre femminicidi su quattro avvengono tra le pareti domestiche: “La violenza non fa distinzione di ceto, istruzione o età, è fisica ma anche più subdolamente psicologica. Nel 2018 sono state 142 le vittime di femminicidio e nei primi dieci mesi del 2019 si sono già verificate 94 morti. Il Comune di Busto – ha sottolineato Attolini – è capofila della rete antiviolenza, si è appena riunito il tavolo regionale per approvare un piano che verrà applicato nei prossimi due anni”.

“Sconfiggere la violenza è una battaglia culturale – ha affermato il vicesindaco e assessore alla Cultura Manuela Maffioli –. L’arte e la cultura sono tra le migliori armi. Oltre al gesto artistico di cui siamo protagonisti oggi in piazza c’è anche una mostra allestita a Palazzo Cicogna. Il messaggio arriva chiarissimo. L’amore non è possesso, amarsi è una scelta di libertà ed implica il rispetto reciproco”. Quindi, è intervenuta l’avvocato Chiara Viale che si occupa di pari opportunità ed ha raccontato ai ragazzi la storia di Purl, cartone animato della Pixar che spiega la discriminazione di genere.

Elisabetta Marca, presidente di Eva Onlus, ha evidenziato: “La violenza sulle donne è una delle più grandi violazioni dei diritti umani”. Cinzia Di Pilla, coordinatrice del Centro Antiviolenza, si è soffermata  sulla necessità di contrastare i pregiudizi di genere propinati soprattutto dai mass media.

La performance degli studenti, ideata da  Stefania Pellegatta, la Fata Porpora, è stata accompagnata dalle letture dell’attrice Noemi Bertoldi.

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