Salvatore Vita (Liberi e Uguali)
“Sull’ospedale unico parole vane come fuochi fatui”

Salvatore Vita (Liberi e Uguali) coglie l’occasione della recente inaugurazione del nuovo reparto di ostetricia e ginecologia per riaccendere i riflettori sulla realizzazione dell’Ospedale unico e per porre qualche domanda (provocazione) al riguardo. “Le dichiarazioni dei candidati di turno hanno lo stesso valore di un fuoco fatuo la cui eco si spegne in pochi istanti. Giusto il tempo della campagna elettorale”

Busto Arsizio

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Salvatore Vita (Liberi e Uguali), candidato al consiglio regionale della Regione Lombardia, coglie l’occasione della recente inaugurazione del nuovo reparto di ostetricia e ginecologia per riaccendere i riflettori sulla realizzazione dell’Ospedale unico e per porre qualche domanda (provocazione) al riguardo. “Le dichiarazioni dei candidati di turno hanno lo stesso valore di un fuoco fatuo la cui eco si spegne in pochi istanti. Giusto il tempo della campagna elettorale”. Riceviamo e pubblichiamo.

“Sulla Sanità in Lombardia sono partite le prime inaugurazioni che, guarda caso, arrivano esattamente a pochi giorni dal voto e diventano la passerella dei tanti candidati in corsa.

Mi riferisco ovviamente alla cerimonia andata in onda all’Ospedale di Busto Arsizio dove, dopo 8 anni di attesa e oltre 5 milioni di spesa, si è finalmente rinnovato un reparto che attendeva da tempo un intervento adeguato di riorganizzazione non solo estetica ma anche funzionale.

Non mi soffermo sulla coincidenza dei tempi. Valuteremo in un secondo momento quando il reparto sarà in efficienza e definitivamente operativo. Ciò che mi interessa osservare, a proposito del presidio ospedaliero di Busto Arsizio, è il ragionamento dicotomico di chi afferma, inaugurando un nuovo reparto nel vecchio ospedale, che spenderà 500 milioni, che non ha perché li deve chiedere in prestito, dopo averne spesi almeno 150 negli ultimi 10 anni per rinnovare vari reparti degli ospedali di Busto Arsizio e Gallarate.

Dell’Ospedale unico sentiamo ormai parlare da oltre un decennio ed allo stato attuale non abbiamo avuto il piacere di verificare se esiste uno studio, una analisi, un qualunque documento capace di rispondere a poche semplici legittime domande.

I fabbisogni sanitari del territorio indicano che sia effettivamente necessario accorpare gli ospedali di Gallarate e Busto Arsizio? Vorremmo ad esempio vedere le analisi degli interventi realizzati negli ultimi 10 anni per verificare se le attuali strutture hanno risposto alle necessità che sono emerse e con che grado di efficienza.

I costi effettivi di realizzazione di un polo ospedaliero unico a quanto ammontano? Sono sufficienti i 500 milioni di cui si parla? Non esiste allo stato un progetto che quantifichi con esattezza volumi e aree della nuova ipotetica struttura, quindi come è stata fatta tale stima, di solito per costruire occorre sapere cosa si costruisce con misure precise e relative voci di costo?

E ancora. Costruire un nuovo polo ospedaliero inglobando i due Ospedali oggi operativi su Gallarate e Busto Arsizio comporterà un enorme impatto urbanistico. Ѐ stata fatta una analisi dell’impatto sul territorio? Si sono valutate le necessarie varianti viabilistiche necessarie per rendere fruibile e accessibile il nuovo polo ospedaliero? E soprattutto si sono valutati i costi accessori per la riorganizzazione del territorio e si è stabilito a carico di chi saranno gli esborsi relativi?

Già perché i 500 milioni, anche laddove dovessero risultare sufficienti per realizzare la struttura ospedaliera, sono una cifra insufficiente se il progetto lo si valuta in una prospettiva di territorio.

Ma c’è un ultima domanda alla quale è importante dare una risposta chiara e netta.

Se per realizzare la ristrutturazione di un reparto spendendo 5 milioni di euro si sono impiegati ben 8 anni, per realizzare il nuovo ospedale visto che l’impegno economico è 100 volte maggiore, quanti anni saranno necessari? E nel frattempo i reparti che, come quello di fresca inaugurazione, necessitano di interventi strutturali quanto costeranno alla collettività?

Mi fermo anche se ci sarebbero altre domande da porre. Ma allo stato dei fatti se non ci sono risposte a queste domande, le dichiarazioni dei candidati di turno hanno lo stesso valore di un fuoco fatuo la cui eco si spegne in pochi istanti. Giusto il tempo della campagna elettorale”.

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