OLTRE 700 LE OPERAZIONI EFFETTUATE, RIDOTTI I TEMPI DI DEGENZA
La SuperPATH è un successo. Busto capofila per la chirurgia protesica dell’anca

Il dottor Merlo, Direttore dell’unità operativa di Ortopedia e Traumatologia, presenta la tecnica chirurgica innovativa utilizzata dall’Ortopedia dell’Ospedale di Busto e Saronno per la chirurgia protesica dell’anca di primo impianto

Valentina Colombo

BUSTO ARSIZIO

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Dall’aprile 2016 ad oggi sono state più di 700 le operazioni – da pazienti di 32 anni a centenari – e tutte (tranne rarissimi casi di rodaggio iniziale) sono andate alla perfezione. Così oggi in conferenza stampa il dottor Marco Merlo, Direttore dell’unità operativa di Ortopedia e Traumatologia, ha presentato la SuperPATH (Superior Percutaneously Assisted Total Hip). Si tratta di una tecnica chirurgica innovativa utilizzata dall’Ortopedia dell’Ospedale di Busto Arsizio e di Saronno per la chirurgia protesica dell’anca di primo impianto.

Al fianco del dottor Merlo – un luminare in Italia nel campo dell’ortopedia – era presente la Direzione strategica ASST Valle Olona rappresentata dal Direttore generale Eugenio Porfido, dal Direttore sanitario Paola Giuliani, e dal Direttore Sociosanitario Marino Dell’Acqua.

L’ASST Valle Olona può vantare di essere tra i primi utilizzatori in Italia della SuperPATH, una metodologia appresa direttamente dagli USA. Utilizzata negli interventi sull’anca, offre al malato vantaggi significativi: ridotti tempi di ricovero, più rapida ripresa delle attività quotidiane, meno dolore dopo l’intervento, trasfusioni ematiche e complicanze pressoché azzerate.

In pratica, viene realizzata tramite due piccolissimi tagli all’altezza dell’anca permettendo così di conservare l’anatomia del paziente: vengono preservati infatti muscoli, tendini e capsula articolare. In questo modo, viene restituita al paziente un’articolazione il più possibile simile ad un’anca fisiologica. Una tecnica da “sogno” se si pensa che fino a poco tempo fa i giorni di degenza in ospedale erano 16  (con la precedente metodica) mentre ora, con la SuperPATH sono 9 (minimo 3, massimo 12). Ciò è consentito dal rapido recupero funzionale: il paziente deambula il giorno dopo l’intervento.

Inoltre, non sono previste limitazioni particolari sulla mobilità articolare e non vengono utilizzati gli abituali accorgimenti antilussazione (cuscino fra le gambe, alza-water, etc): ne consegue che il rischio di lussazione è inesistente. Mentre il dolore postoperatorio è ridotto (la VAS, ovvero la scala analogica del dolore, da 7 della vecchia tecnica scende a 4). Infine, dopo 20 giorni il paziente può guidare l’automobile mentre l’uso dei bastoni canadesi è prolungato per un periodo correlato alla risposta del paziente (ma non va oltre un mese). Insomma, il paziente può tornare alla sua vita lavorativa in tempi brevi.

L’efficacia della SuperPATH la dimostrano i numeri: sono più di 500 le persone in lista, per un’attesa che può durare fino a due anni e arrivano anche da fuori regione per affidarsi alle abili mani del dottor Merlo. Così come la presenza dei clinici provenienti dall’Ospedale C.T.O. di Napoli, oggi in conferenza stampa, che in questi giorni si stanno aggiornando a Busto Arsizio: il dottor Luigi Cioffi (primario dell’Ortopedia e traumatologia), il dottor Guido Cerasuolo (responsabile dell’unità semplice di Artroscopia) e il dottor Antonio Cibelli, tecnico specialist.

“Da noi la chirurgia dell’anca ha una tradizione lunga oltre mezzo secolo – ha ricordato il dottor Merlo – Il Professor Renato Bombelli, primario dal 1960 al 1992, ne è stato un pioniere, in particolare era conosciuto in tutto il mondo per l’intervento di osteotomia di valgo-estensione (resezione del femore e ri-orientamento della testa femorale) e la protesi isoelastica (costituita da materiali con elasticità simile all’osso). Chirurghi dai cinque continenti, come testimonia il libro degli ospiti ancora conservato in sala operatoria, sono venuti a visitare il nostro Ospedale per imparare nuove tecniche, per poi applicarle nei loro Paesi. Con questo background scientifico, proseguiamo su quella strada cercando di offrire ai nostri pazienti soluzioni chirurgiche innovative e vantaggiose”.

“In passato utilizzavamo una tecnica che sacrificava i tendini extra-rotatori e la capsula articolare – ha spiegato ancora il dottor Merlo – Oggi la SuperPath è la tecnica di elezione che utilizziamo in tutti i casi di intervento di artroprotesi d’anca (artrosi, necrosi della testa femorale, fratture). La casistica in nostro possesso ci permette di confrontare i dati relativi al decorso postoperatorio e alle complicanze in entrambe le tecniche utilizzate”.

“Il tasso di trasfusioni ematiche post-operatorie è crollato del 40% rispetto alla tecnica convenzionale postero-laterale – ha sottolineato il dottor Merlo – L’HHS (punteggio legato a diversi parametri considerati quali dolore, mobilità articolare, capacità funzionali) a 3 mesi dall’intervento è decisamente migliore: 88 contro 80 della precedente tecnica. La ripresa dell’attività sportiva, negli atleti, è possibile per alcuni sport (ciclismo, nuoto, tennis, golf, corsa leggera, trekking). Negli sport di contatto, e dove sono previsti salti e balzi (calcio, pallavolo, basket, sci) esistono invece rischi legati ai traumi diretti, per cui si raccomanda cautela”.

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