Riceviamo e pubblichiamo
Tagli all’assistenza domiciliare di anziani disabili: “Stanno sfruttando un settore fragile”

Tagli all’assistenza domiciliare di anziani disabili. A lanciare l’allarme e il grido di protesta è Emanuele Fiore a nome di un gruppo di famiglie (Comitato Famiglie Utenti Rsa Aperta). Riceviamo e pubblichiamo

Busto Arsizio

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Tagli all’assistenza domiciliare di anziani disabili. A lanciare l’allarme e il grido di protesta è Emanuele Fiore a nome di un gruppo di famiglie (Comitato Famiglie Utenti Rsa Aperta). Riceviamo e pubblichiamo.

 

“Gentilissimi,

ci dispiace dover tornare sul tema ma quello che stiamo continuando a subire negli anni merita di essere reso noto. Ma quale sanità d’eccellenza in Lombardia – scrive il portavoce – qui stanno sfruttando e togliendo fondi al settore fragile della non autosufficienza.

 

Materiale (pannoloni e traverse)

A fine anno 2019, abbiamo ricevuto la fornitura trimestrale dei pannoloni. Sapevamo che era cambiato il fornitore ma non ci aspettavamo certamente una così grande diminuzione di qualità e una fornitura molto ridotta con scelta arbitraria delle tipologie, fatta senza consultare le famiglie per verificare le necessità del paziente.

I pannoloni sagomati sono decisamente più stretti e soprattutto hanno un’assorbenza molto inferiore rispetto ai precedenti (forse dimezzata). Bisognerebbe utilizzarne due alla volta oppure, come è naturale che sia, si è costretti ad effettuare cambi molto più frequenti che, a causa della riduzione dei quantitativi, porterà a terminare le scorte prima del tempo, costringendo le famiglie a sopperire di tasca propria alla mancanza.

Che dire delle traverse? Dimensioni ridotte, delicate, quasi trasparenti: efficacia praticamente dimezzata.

Per rispetto del lettore tralasciamo gli effetti pratici (ben immaginabili) di questo taglio.

Ma c’è di più. La riduzione della fornitura complessiva, che passa a quattro pezzi al giorno (traversa compresa). Non abbiamo dubbi di pensare che chi ha il compito di gestire questa erogazione di pannoloni e traverse sia consapevole dell’uso che ne viene fatto ma vogliamo dirlo per chi non conosce le situazioni. Gli anziani con cui abbiamo a che fare, soprattutto se allettati o in carrozzina, hanno la necessità di essere mantenuti puliti ed asciutti per evitare possibili arrossamenti fino ad arrivare al decubito. Pertanto è facile capire come questi tagli rappresentino un grosso danno per la famiglia ma soprattutto per la tutela della salute dell’anziano.

 

Tagli alle misure a sostegno della famiglia

A questo si aggiungono i tagli alle misure a sostegno della famiglia che accudisce l’anziano.

Ricordiamo che stiamo parlando di persone anziane e fragili, allettate e con scarsissima mobilità, con problemi di salute che spesso richiedono un’assistenza specialistica di un infermiere professionale. Molte presentano anche difficoltà, più o meno gravi, ad alimentarsi in autonomia e quindi necessitano di un’alimentazione adeguata (cibi facili da masticare e veloci da digerire) e assistita; molte ancora presentano anche gravi problemi di udito e/o vista.

Ebbene, in questa situazione, la famiglia è costretta a scegliere il “male minore” tra le misure “a sostegno” previste. E perché scegliere? Perché “qualcuno” ha pensato bene che le due misure (Assistenza Domiciliare Integrata ed Rsa aperta) siano incompatibili tra loro. Tradotto: o ti improvvisi infermiere per continuare ad avere gli interventi della RSA oppure decidi di fare a meno dei “sostegni” e ti affidi ad un infermiere professionale. Esatto, proprio così. Si è costretti a scegliere il “male minore”.

Forse ci vogliono lentamente abituare alla sospensione di questo servizio? – rincara Fiore – Ora Basta! Non si può fare speculazione sulla pelle delle persone anziane e delle loro famiglie che già si trovano a dover affrontare situazioni estremamente difficili e logoranti sotto molteplici aspetti.

Se non si tutela la salute, quale altro interesse viene tutelato? Ammesso che alla sanità interessi ancora tutelare la salute del cittadino anziano, non è certo questo il modo per dimostrarlo!

 

Chiediamo pertanto a Regione Lombardia ed ai vertici delle ATS di competenza il ripristino quantitativo e qualitativo del materiale igienico (pannoloni, traverse, ecc.), la possibilità di accedere contemporaneamente ai servizi infermieristici previsti dall’Adi ed alle misure a sostegno della famiglia previste dalla Rsa aperta. Infine, ripristinare i precedenti livelli delle misure a sostegno della famiglia con particolare riferimento all’igiene personale. Riteniamo un’offesa prevedere soltanto 6 ore l’anno. Invitiamo chi non è più disposto a sopportare oltre, a segnalarci esigenze e/o eventuali interruzioni di servizi da inoltrare alle strutture competenti. Insieme si può”.

Per comunicare con il Comitato sono a disposizione i seguenti canali: facebook, seguendo la pagina Comitato Famiglie Utenti RsaAperta;

e-mail, scrivendo all’indirizzo [email protected];

telefono, chiamando il numero 389.8210327;

telegram @FamiglieutentiRsaAperta.

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