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Telebasket ieri e oggi, innovazioni e linguaggi

Dalla prima telecronaca di una partita di pallacanestro commentata dal grande maestro di giornalismo quale è stato Aldo Giordani, cosa è cambiato nella comunicazione televisiva?
Sicuramente il linguaggio, ma anche il ventaglio di scelta a disposizione del telespettatore

Ottavio Tognola

BUSTO ARSIZIO

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Dalla prima telecronaca di una partita di pallacanestro commentata dal grande maestro di giornalismo quale è stato Aldo Giordani, cosa è cambiato nella comunicazione televisiva?

Sicuramente il linguaggio, ma anche il ventaglio di scelta a disposizione del telespettatore è aumentato grazie alle piattaforme satellitari ed alle pay per view.

I termini tecnici di Giordani sono in parte ancora usati così come quel suo slang “italiano baskettaro”, ma le influenze americane e dell’NBA in particolare hanno preso possesso del linguaggio tipico legato alla pallacanestro di tutto il mondo.

A confermarlo, nel meeting del Panathlon Club “La Malpensa” all’Hotel Poli di San Vittore due giornalisti televisivi, ex cestisti, come Mario Castelli di Eurosport e Alessandro Mamoli di Sky.

Nuovi telecomunicatori, che vivono e fanno vivere in tutto e per tutto le emozioni del gioco e della partita. Una telecronaca quasi come una canzone per Mamoli, più americana per Castelli senza essere schiavi di modelli troppo invadenti. Cambiamenti di stili e linguaggi riscontati nelle telecronache di e con Flavio Tranquillo, nella coppia Sergio Tavcar-Dan Peterson o Buffa-Mamoli. Telecronache colorite come per quel canestro senegalese definito “kaboon”, non prive di imprevisti che coinvolgono maggiormente il telespettatore e arricchiscono il basket facendolo vivere nella sua completezza.

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