LA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO COMUNALE
Telecamere negli asili nido di Busto: “Progetto in fase avanzata”

La leghista Reguzzoni chiede di aderire al bando regionale sulla videosorveglianza. L’assessore Farioli anticipa che il progetto potrebbe partire in due strutture comunali

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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La Lega chiede di installare le telecamere negli asili nido e l’assessore Gigi Farioli rivela: “La fase di progettazione è in fase avanzata”.
A portare la discussione lunedì sera in consiglio comunale è stata la leghista Paola Reguzzoni, partendo dal bando approvato da Regione Lombardia per incentivare il posizionamento di sistemi di videosorveglianza all’interno di nidi e micronidi.

“La cronaca ci ripropone con sempre più frequenza episodi di violenza perpetrati a danno di bambini in nidi pubblici e privati – si legge nella mozione dell’esponente del Carroccio –. E la piccola età delle vittime non permette loro di raccontare ai genitori le violenze subite”. Così, “troppo spesso queste orribili violenze perdurano per parecchio tempo prima che si possa intervenire”.
Poiché “la sicurezza dei nostri figli, nell’età in cui sono più fragili, deve essere prioritaria per tutte le istituzioni”, Reguzzoni chiede a sindaco e giunta di partecipare al bando regionale (che prevede stanziamenti fino a cinquemila euro per ogni struttura), incentivando l’adesione anche da parte dei nidi privati.

Non vogliamo diventare uno stato di polizia – ha aggiunto la leghista durante la discussione in assise – ma da consigliera e mamma, sono stanca di sentire certe notizie al telegiornale e di piangere sul latte versato”.
Anche se il Comune non ha aderito al bando (perlomeno non ancora), l’assessore all’Istruzione Gigi Farioli ha fatto sapere che l’amministrazione si è già mossa in questa direzione.
“È in fase avanzata la progettazione dell’installazione di telecamere per il momento in due strutture, l’asilo nido Giannina Tosi e quello di via Espinasse. La videosorveglianza deve sottostare a procedure specifiche – ha spiegato l’esponente di giunta –, deve avere l’assenso da parte sia dei genitori che dei dipendenti. Per questo sono già in programma assemblee per discuterne”.

In ogni caso, la mozione ha ricevuto il voto favorevole del Consiglio. Solo Claudia Cerini del Movimento 5 Stelle si è detta contraria: “Da mamma, non mi rassegno a vivere in un mondo videosorvegliato. A mio parere sarebbe meglio pensare ad altre iniziative, magari a controlli ‘spot’ nelle strutture”.

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