PREMIO LETTERARIO MILLE E... UNA STORIA
Tempo di bilanci

A bocce ferme. Sollecitato qua e là per un giudizio sul "10 e lode" del 29 novembre scorso, serata di premiazione della Decima edizione del nostro Premio Letterario, mi limito a scrivere un Editoriale di poche note. Non per falsa modestia che, come tutti sanno determina il peggiore fra i mali, quando si è consci di aver realizzato qualcosa di buono, ma per obiettività

Gianluigi Marcora

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A bocce ferme. Sollecitato qua e là per un giudizio sul “10 e lode” del 29 novembre scorso, serata di premiazione della Decima edizione del nostro Premio Letterario, mi limito a scrivere un Editoriale di poche note. Non per falsa modestia che, come tutti sanno determina il peggiore fra i mali, quando si è consci di aver realizzato qualcosa di buono, ma per obiettività.

Le lodi, le lascio da parte. Chi le ha fatte all’intera Organizzazione ha mantenuto la discrezione delle persone sagge. Chi poi le ha prodotte in platea e in galleria del Teatro Sociale ha “ritirato” il consenso di tutti noi, ma pure di chi non era presente alla manifestazione, ma per sentito dire ha avuto un dettagliato e preciso resoconto di com’è andata.

Ne parlo per sottolineare due o tre aspetti che da una parte lasciano l’amaro in bocca e, dall’altra ci consentono poche ma valide riflessioni che ci spronano a fare sempre meglio. Fare di necessità, virtù, va bene. Tuttavia, un pizzico di considerazione, quasi la “pretendiamo”. Non è che a mettere insieme un Premio Letterario sia un “gioco da ragazzi”! Ci vuole estro, maturità, lungimiranza, ma pure credibilità e ovviamente tanta (ma tanta) fortuna.

L’Amministrazione comunale, una mano ce l’ha data: Patrocinio del Comune – utilizzo del Teatro Sociale e un contributo in denaro stanziato (e tuttora non accreditato, ma che ci perverrà). Sponsor: non ci fossero, faremmo nulla. Ci aiutano perché abbiamo dato loro prova di serietà e di maturità.

Nessuno “caccia il grano” senza garanzie. Noi, queste garanzie, le forniamo, con professionalità.

Poi, c’è il mondo della Scuola: dai Dirigenti ai Docenti, agli Studenti è un effluvio di passione; una specie di “mettersi alla prova” per affinare le proprie capacità e demolire i propri difetti, per una competizione, sana e gloriosa che ….sfocia nelle Borse di Studio. Non è finita: sempre grazie agli Sponsor si offre agli Studenti, ma pure ai Lettori di ogni ordine e grado di età e di Cultura, un libro su cui la Giuria del “Premio” consente di pubblicare i lavori meritevoli, per un confronto “didattico” dove ciascuno sa cosa scrive un altro e si attua così quel detto secondo cui “in un dialogo scritto o parlato, nessuno insegna, ma tutti imparano“.

Per questa Decima Edizione del Premio Letterario addirittura abbiamo realizzato ben TRE libri. Vale la pena puntualizzare che UNO è dedicato ai Lettori a carattere Nazionale – UNO agli Studenti delle Scuole Locali e un TERZO con la Storia di ….MILLE e …Una Storia, cioè il nostro Premio Letterario che quest’anno ha avuto quale titolo “10 e lode“. Tutti e tre i libri li abbiamo distribuiti gratuitamente a tutte le persone presenti in Teatro e successivamente (sempre a titolo gratuito) li abbiamo distribuiti alle Scuole.

Non è finita. Grazie all’iniziativa di un nostro Sponsor che da anni apprezza il nostro lavoro dedicato ai Giovani in particolare e alla Cultura in generale, abbiamo fornito a ogni iscritto UNIVA (1385 … se non andiamo errati) il nostro “10 e lode” per una fornitura di 1500 copie. La tiratura di “10 e lode” è di 5000 copie e chi volesse possederla può benissimo ritirarla in Redazione al prezzo di Euro 25.00 oppure farsela dare gratuitamente dagli Sponsor che hanno sottoscritto un “bel” numero di copie (anche per questo, ringraziamo).

Lo “scoop” col collegamento in diretta con Beppe Fiorello, dalla Spagna ha fatto “spellare le mani” ai presenti, come si è molto apprezzato l’intervento di Walter Polidori nell’intervista in Teatro curata dal nostro Landoni. Che dire ancora? “Sbrodolarsi” per il successo? No che non lo facciamo.

Vorremmo tuttavia una considerazione “di squadra” ….magari maggiore attenzione da chi attua le notizie, da chi le diffonde, da chi (più o meno) fa lo stesso nostro mestiere. Qualcuno (per carità) l’ha fatto, ma a ben guardare come si esaltano altri Personaggi e altri Premi Letterari ci siamo resi conto che non si ha per tutti lo stesso trattamento. Un Teatro Sociale così colmo di gente, Personaggi così prestigiosi, Persone provenienti da tutta Italia, avrebbero meritato un’eco di Stampa molto più ….corposa. Va bene così, però almeno il “rospo” dobbiamo buttarlo fuori, perbacco. Non ci va di ingoiarlo. Avanti tutta, ora a pensare all’UNDICESIMA Edizione del Premio Letterario con immensa Passione!

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