Quando la vittima è più arguta dei truffatori
Tentata truffa dello specchietto, la vittima scopre il raggiro e fa denunciare i malviventi

Tentano una “truffa dello specchietto” ma vengono incastrati dalla vittima e dalla Polizia di Stato. I truffatori, entrambi napoletani di 39 e 41 anni, sono stati denunciati e non potranno tornare a Busto per 3 anni

BUSTO ARSIZIO

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Quando la vittima è più arguta dei truffatori. A mezzogiorno di ieri, mercoledì 27 marzo, una coppia di pregiudicati napoletani dal lungo curriculum delinquenziale, che viaggiava sulla superstrada della Malpensa a bordo di una Fiat 500 di colore rosso, ha individuato la potenziale vittima del raggiro in un cinquantacinquenne al volante di una berlina. Uno dei malfattori ha lanciato un piccolo sasso contro la carrozzeria dell’auto individuata come bersaglio: ciò per provocare un rumore che facesse credere alla vittima che vi fosse stato un urto tra i veicoli. Subito dopo i truffatori hanno indotto il cinquantacinquenne a fermarsi con il lampeggio dei fari, per poi mostrargli lo specchietto retrovisore – rotto – della loro auto e delle rigature rosse sulla fiancata. Quindi, i due hanno proposto di risolvere bonariamente la questione, ovvero hanno chiesto alla vittima di versare loro la somma di denaro necessaria alla riparazione dei danni subiti senza interessare le rispettive assicurazioni. L’uomo (la vittima) ha intuito di essere al centro di un raggiro e, fingendo di accettare la proposta, ha aggiunto di non avere con sé il denaro ma si è prestato a prelevarlo da un bancomat. Quindi, sempre seguito dai due truffatori, ha finto di prelevare la somma in due diversi sportelli, nel frattempo ha avvisato telefonicamente il Commissariato della Polizia. La volante, seguendo le sue indicazioni, ha bloccato i due pregiudicati mentre a bordo della Fiat 500 attendevano la vittima fuori dalla banca. Addosso e nell’auto i due avevano una busta con numerose pietre, simili a quella lanciata contro la macchina della vittima, un pennarello dello stesso colore della 500 per simulare i graffi e dei taglierini per produrre i danni sulle auto delle vittime. Entrambi, napoletani di 39 e 41 anni con numerosissimi precedenti, sono stati denunciati per tentata truffa ed è stato disposto un provvedimento del Questore di Varese che vieta loro di tornare a Busto Arsizio per tre anni.

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