UNA “LEZIONE” SPECIALE ALLE DE AMICIS
“Tepy” in cattedra

Il racconto del direttore Marcora della mattinata trascorsa con i piccoli lettori

Gianluigi Marcora

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Stamani, alle “De Amicis” a Busto Arsizio. La prof.ssa Loredana Cilia dopo aver letto la nostra fiaba “Tepy” e il libro VOLARE, ci invita a parlarne coi suoi ragazzi. Accettiamo volentieri. Poi, la magnanimità di uno sponsor che fa AMORE di nome, ma pure AMORE nella disponibilità, ci consente di offrire alla scolaresca 200 copie di VOLARE da utilizzare sia per il Corpo Docente della Scuola Media di Primo grado sia per gli Alunni.

Non c’è titubanza nell’incontro coi ragazzi. Dopo i saluti “scopriamo” che alla lavagna, Lucia sta scrivendo le “cose belle” e le “cose brutte” inserite in Tepy. E lo fa con maestria. La prof. ringrazia il Sindaco Antonelli e l’Assessore alla Cultura, Magugliani per l’iniziativa (dotare tutti gli alunni della Scuola dell’Infanzia, delle Elementari e delle Medie di primo grado della “fiaba Tepy”) e si comincia con l’analisi dello scritto che deve arrivare alla sintesi dei vari concetti. Ne approfittiamo per dire che chi ci invita a Scuola, riceve un SI!

Tra Lettura di Lucia e mie interruzioni (con spiegazione), il tempo sembra volare. Non vola una mosca. I ragazzi sono attenti più che mai e offrono una partecipazione grandiosa. Che si vuole di più? Lucia legge col cuore e quando arriva al “capitolo” Dick scopre un “nervo doloroso“. Mi riporta all’età della fanciullezza. Di quando il “cuore di cane” si incontra col “cuore di bimbo” e insieme esprimono amore sincero.

Tra lettura e domande, i ragazzi della I° B delle “De Amicis” si fanno ben valere e pure ben volere. Loro mi hanno “adottato” e io mi sento il nonno di tutti loro. Lucia legge la fiaba e lo fa con garbo. Seguono le domande: tutte sensate, tutte serie, tutte prese sul serio. “Perchè lei scrive?” – “cosa prova quando si mette a scrivere?” – “quali emozioni la stimolano a mettere nero su bianco?” – “di che parla quando scrive?” e via di questo passo. Domande, tante stupende domande …. a cui rispondo.

Rispondo con tanta emozione dentro che fatico a contenere. Scrivo per avere una “prova” di quanto asserisco. Mi serve per non mentire a me stesso, ma per ricavare propositi di miglioramenti. Spesso vado a rileggere ciò che ho scritto qualche tempo fa, ma pure qualche anno fa. Lì, nei miei scritti, vedo se sono migliorato o se sono rimasto “zotico e vile” per la facciata. Il fulcro del discorso è la “volontà“, unica arma da utilizzare. Non sono uno “speciale”, ma sono una Persona che ha provato ad essere povero, ma ricchissimo di valori. Ho avuto la fortuna di avere una mamma che si è sempre “spesa” per me e il nostro rapporto, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli, è sempre stato conflittuale. Da sempre sono grato a quell’incredibile Donna che mi ha categoricamente proibito di essere un “mammone”.

Poi si è scivolati sui “consigli” che non devono essere “ordini” e si è toccato la “libertà” e il valore della Persona. Ciascuno deve essere un Protagonista senza essere il Protagonista. Nella vita non si è soli. Poi si sono toccati esperienze narrate in FATTI MIEI, Resto Qui! e Diario dall’Inferno. “Qual è il tuo primo libro?” “Palude Bionda” in cui parlo dei ragazzi della generazione post guerra. E si arriva a VOLARE con un’analisi spicciola dei suoi contenuti. E’ passata l’una e i ragazzi si affollano per l’autografo sul libro.

L’ondata di simpatia che va da loro a me, travolge ogni sensazione. Qui è emozione pura. Li ringrazio per il gentilissimo pensiero che vedete in foto. Intanto altre insegnanti si sono “prenotate” per “parlare ai ragazzi”. Aderisco con entusiasmo. Salta fuori una frase di “Tepy“: se un bimbo non fa domande, come fa un adulto a crescere? Vi abbraccio tutti. Grazie di avermi accolto. Sono “uno di voi” e voi “parte di me”.

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