26° edizione di Milano Unica
Il tessile “made in Varese” si innova e punta sull’export

MILANO

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“Il 2017 si chiude in positivo, si parla di un 3% in più in generale sul turnover della moda grazie al traino dell’export. Il 2018 si presenta con gli stessi presupposti di crescita, con una percentuale prevista di incremento tra il 2,5% e il 3,5%”. Il quadro tracciato da Claudio Marenzi, Presidente di Sistema Moda Italia (Smi) e Confindustria Moda, nel corso della 26esima edizione di Milano Unica, parla di un fatturato del comparto tessile-abbigliamento italiano in stabile progresso. Con esportazioni che “funzionano molto bene, soprattutto in Asia. Germania e Spagna in ascesa e la Russia che ricomincia a galoppare – prosegue Marenzi –. Possiamo dire di essere abbastanza fiduciosi nel futuro, ma allo stesso tempo, tranquillamente preoccupati per quello che ci aspetta”. Una fotografia cauta, ma comunque ottimista, quella che il Presidente di Smi ha delineato nel corso del principale appuntamento fieristico del settore tessile-abbigliamento a livello internazionale, che ha portato 470 aziende a riunirsi nei padiglioni espositivi di Rho-Fiera. Il meeting è stato occasione per l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese di analizzare l’andamento congiunturale del sistema moda nel Varesotto e, per il blog Varesefocus, di sondare gli umori degli imprenditori. Il risultato?

Dai dati elaborati dall’Ufficio Studio di Univa, emerge un trend in buona tenuta per quanto riguarda la produzione del settore nell’ultimo trimestre del 2017. Il 55,8% delle imprese intervistate ha dichiarato un aumento dei livelli rispetto ai tre mesi precedenti. È invece del 23,5% la quota delle aziende che dichiara livelli in linea con il trimestre precedente. Buono anche l’andamento dell’export. Nei primi 9 mesi del 2017 (ultimo dato disponibile) le vendite oltre confine del settore in provincia di Varese hanno registrato un balzo in avanti del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2016, superando in valore assoluto i 683 milioni. Per quanto riguarda i prossimi mesi, invece, il portafoglio ordini esteri risulta stabile nel 55,6% delle imprese.

Ma cosa ne pensano le imprese varesine che erano presenti a Milano Unica dell’attuale assetto congiunturale? “La situazione del mercato in questo momento è sicuramente definibile positiva, per quanto riguarda il nostro settore di appartenenza, che è quello del tessile tecnico per il mondo dell’abbigliamento, dello sport e del costume da bagno. È stato, insomma, un anno buono”. Ad affermarlo è Andrea Crespi, direttore generale di Eurojersey Spa di Caronno Pertusella, delineando un 2018 sfidante: “Avremo sicuramente a che fare con aumenti molto importanti del costo delle materie prime e vedremo come cooperare col mercato per riuscire a gestire al meglio questa evoluzione”.

A puntare, invece, sulle piazze estere è Massimo De Bernardi della Flem Srl di Busto Arsizio: “Il mercato interno, dal nostro punto di vista, risente da un po’ di tempo della crisi, quello estero invece sta dando delle soddisfazioni. I nostri sbocchi principali sono l’Oriente e l’America che ci sta restituendo buoni riscontri”.

Mario Riva della Besani Srl di Besnate, invece, racconta l’attenzione alla sostenibilità messa in campo dall’azienda di famiglia per riuscire ad intercettare una clientela più mirata: “Abbiamo aderito alla campagna Detox di Greenpeace, bandendo tutti i prodotti chimici dannosi per la pelle dal ciclo produttivo dei nostri tessuti. Attualmente ne siamo del tutto privi. E anche la filiera risulta completamente pulita, dai fornitori, ai tintori ai filatori”.

Obiettivo di Milano Unica è stato non solo creare un tavolo di confronto per addetti ai lavori, ma soprattutto stimolare gli imprenditori a rivolgere uno sguardo al futuro. Come? Attraverso le tecnologie digitali e la sostenibilità perché, dove moda e digitale si incontrano, nascono nuovi scenari per inediti modi di creare, produrre e vendere. “Siamo abituati a pensare che il mondo del tessile sia diviso tra quelli che usano la tecnologia e quelli che non la usano. In realtà da migliaia di anni la tecnologia fa nascere la moda e il tessile – spiega David Orban, docente della Singularity University. Tecnologie avanzate devono essere abbracciate perché aprono importanti nuove opportunità a coloro che hanno voglia di sperimentare e mettersi in gioco. Oggi non ci sono più barriere per l’adozione di robotica, stampa 3D, intelligenza artificiale e tutte le altre tecnologie diffuse e dirompenti che aprono nuovi mercati e nuove possibilità di confrontarsi con una clientela che aspetta stimoli e prodotti all’altezza di un’industria pronta per il XXIesimo secolo”. Per restare al passo coi tempi, però, è fondamentale la giusta formazione, come spiega l’imprenditore tessile Giovanni Brugnoli, vicepresidente di Confindustria per il Capitale Umano e past president di Univa: “In un contesto e in un mondo così tradizionale come l’industria tessile bisogna aprirsi ai cambiamenti: dalla digitalizzazione, all’innovazione tecnologica 4.0, essere il più possibile flessibili ai cambiamenti continui, sia di innovazione di prodotto che di marketing e di capacità di vendere. I giovani e i meno giovani non devono mai smettere di continuare ad apprendere in maniera costante e con una curiosità sempre più spiccata”.

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