FLEM Srl
Tessuti di qualità per un mercato frenetico

Nel 1947, subito dopo la guerra, la famiglia De Bernardi viveva in aperta campagna, a Busto Arsizio, in un cascinale con del bestiame per i lavori agricoli...

Luciano Landoni

BUSTO ARSIZIO

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Nel 1947, subito dopo la guerra, la famiglia De Bernardi viveva in aperta campagna, a Busto Arsizio, in un cascinale con del bestiame per i lavori agricoli.

Ma Cesare De Bernardi voleva qualcosa di più dalla vita e, come tanti altri in quegli anni terribili e magnifici al tempo stesso, decise di fondare una piccola impresa tessile: la chiamò FLEM prendendo spunto dalle iniziali dei nomi dei figli: Felice, Luigi, Emma e Mara.

“Sì, cominciò proprio così l’avventura imprenditoriale della mia famiglia. Nonno Cesare vendette gli animali e con il ricavato acquistò un telaio”, ci dice il nipote Massimo, rappresentante della 3° generazione, indicando un quadro che riproduce l’antico cascinale e in primo piano uno dei primi telai.

“Viviamo in tempi caratterizzati da cambiamenti sempre più intensi e sempre più veloci – continua Massimo De Bernardi -; il tessile è un settore maturo che ne ha risentito e ne risente. C’è solo un modo per fronteggiare la concorrenza che proviene dai Paesi in via di sviluppo che possono contare su costi di produzione nettamente più bassi dei nostri”.

Qual è?

“Puntare sulla versatilità, sull’intuito, sulla fantasia così da fare qualcosa di veramente originale che altrove non si fa”.

Dalle parole ai fatti: FLEM Srl ogni anno produce 500.000 metri di tessuti a maglia di elevata qualità che finiscono nel settore moda.

“Il nostro è un continuo ricambio di prodotti perché è la moda stessa che si trasforma velocemente, non a caso si parla di fast fashion. E’ necessario stare al passo, proporre cose nuove a getto continuo. La vita media di un prodotto è inferiore ai 6 mesi. Mio padre Felice si poteva ‘permettere’ tempi lunghi qualche decennio …”

In che senso?

“Prima, c’erano prodotti consolidati. Oggi non è più così. Noi realizziamo collezioni per l’abbigliamento. Il problema è che non si può ‘inventare’ qualcosa di nuovo tutti i giorni. Le condizioni attuali del mercato sono estremamente selettive, anche puntando sull’alta qualità”.

Come avete risolto il rebus?

“Esternalizzando la produzione fisica a Novara e Biella e mantenendo all’interno l’ufficio stile, l’amministrazione e l’area commerciale. Così facendo abbiamo mantenuto le nostre radici bustocche. Appartengo a quella categoria imprenditoriale che si identifica con il territorio d’origine. Sono convinto che l’impresa sia un luogo di benessere e non solo di profitto. Abbiamo una responsabilità sociale nei confronti dei nostri collaboratori e verso la società esterna”.

FLEM occupa una dozzina di persone e fattura 3 milioni di euro all’anno.

“Esportiamo direttamente – sottolinea Massimo De Bernardi – circa il 20% della produzione, prevalentemente verso l’America e l’Asia. Se dovessimo tener conto anche dell’export indiretto la percentuale salirebbe al 90”.

Insomma, ogni giorno è un … nuovo giorno?

“Certo, abbiamo a che fare con sfide quotidiane che ci impongono, tutte le volte, di (ri)metterci in gioco. D’altra parte, chi acquista, oggi, un abito di moda lo fa non tanto per necessità, quanto per sentirsi appagato emozionalmente. Di conseguenza, è particolarmente esigente. Lei capisce bene come non sia sempre facile proporre in tempi relativamente ravvicinati qualcosa di nuovo che appaghi e che mantenga il giusto rapporto qualità/prezzo. Ogni giorno, come ho già detto, è una sfida nuova”.

Una tensione continua?

“Assolutamente sì! Facciamo degli studi sui gusti dei giovani, cerchiamo di cogliere le tendenze del mercato che, essendo globale, non è facilmente alla portata di una piccola industria. Negli anni ’70 si diceva ‘piccolo è bello’ oggi è diventato tremendamente complicato. Le risorse di una piccola impresa sono limitate. Per noi, andare all’estero per una fiera è un costo rilevante”.

Come si è chiuso il 2017?

“Direi che abbiamo retto bene”.

Come si è aperto il 2018?

“In un modo non particolarmente brillante. Noi stiamo avvertendo una flessione. Un altro problema è che il sistema moda si è … estremizzato: c’è la fascia del lusso e c’è quella che propone un capo a 20 euro. E’ letteralmente sparita la fascia intermedia”.

Della serie: lavorare freneticamente per un mercato frenetico.

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