Candeggio Valle Olona Fratelli Pigni Srl
Tessuto e colore alla conquista (produttiva) del Terzo Millennio

Grandi tradizioni e visioni moderne e pure diversificate del presente e del futuro. Questa la “filosofia imprenditoriale” della famiglia Pigni

Luciano Landoni

FAGNANO OLONA

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Grandi tradizioni e visioni moderne e pure diversificate del presente e del futuro. E’ questa, in estrema sintesi, la “filosofia imprenditoriale” della famiglia Pigni. Le radici affondano profonde nella “storia tessile” della nostra provincia.

“Tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800 – spiega Adriano Pigni, classe 1957, alla guida del Candeggio Valle Olona Fratelli Pigni Srl di Fagnano Olona – i miei antenati cominciarono la loro attività tessile in riva all’Olona. Nella seconda metà dell’800 il mio bisnonno Giovanni cominciò a occuparsi di ‘candeggio a prato’, poi toccò a nonno Angelo che a sua volta passò il testimone a mio papà Giannino  e a suo fratello Fiorentino. Adesso l’azienda è nelle mie mani e in quelle di mio fratello Claudio. Fiorentino, il fratello di mio padre Giannino, ha la bella età di 89 anni e suo figlio Alberto, 44 anni, è il responsabile della Fimas Srl di Fagnano Olona: un’azienda specializzata nella produzione di masterbatches e coloranti liquidi per la pigmentazione della plastica e non solo. Io e mio fratello – prosegue Adriano Pigni – curiamo il Candeggio Valle Olona e il Finissaggio Pigni Confezione Tessuti di Bolladello di Cairate; aggiungo che Claudio è anche il responsabile finanziario di tutte tre le società. Mio figlio Niccolò, che ha 23 anni, si sta laureando in Bocconi e incarna la 5° generazione imprenditoriale della famiglia”.

Dal tessile alla produzione di colori, qual è il legame logico?

“Per ora non c’è. Abbiamo fondato Fimas a metà degli anni ‘90 – risponde Adriano Pigni – per diversificare la nostra attività e perché, con un pizzico di intuito e parecchia fortuna – aggiunge schermendosi -, abbiamo voluto prevenire la grave crisi che ha investito tutta la filiera del tessile-abbigliamento”.

“Mio padre ha ragione – interviene il giovane Niccolò Pigni, con indubbio piglio manageriale –, adesso non ci sono ‘collegamenti’ fra le due attività, ma le posso assicurare che ci saranno nel prossimo futuro. La considero un po’ una ‘sfida’ per me e per mio cugino Alberto. Nel mercato globalizzato la diversificazione deve essere il preludio della distinzione produttiva. Intendo dire che è importante cercare di ‘distinguersi’ rispetto al resto dei produttori offrendo qualcosa di originale e di non … copiabile. Ci stiamo lavorando e soprattutto stiamo investendo in questo senso”.

Tornando alla filiera tessile, la famiglia Pigni si è specializzata nel candeggio (Fagnano Olona) e nel finissaggio (stabilimento di Bolladello) conto terzi: la fase iniziale e quella finale del processo produttivo; mentre la tappa intermedia –  stampa del tessuto – viene esternalizzata.

Quali sono le caratteristiche salienti della vostra attività industriale?

“Ho già accennato alle nostre origini storiche, aggiungo che nel 1957 mio padre Giannino e suo fratello Fiorentino si distaccarono dai loro soci e diedero il via alla loro nuova attività di candeggio, scavarono il primo pozzo per l’acqua e puntarono sull’ossidazione chimica abbandonando il candeggio a prato. Furono fra i pionieri dell’innovazione di processo. Insomma, sono stati loro a gettare le fondamenta che sono ancora oggi solidissime! Il nostro core business – rimarca Adriano Pigni – è focalizzato sulla biancheria per la casa e sui tessuti tecnici (finta pelle, foderami, tessuti alluminati); trattiamo 20 milioni di metri quadri di tessuto all’anno impiegando 25.000 metri cubi d’acqua.  Il nostro anno record è stato il 2000: 120 milioni di metri quadri di tessuto e 150.000 metri cubi d’acqua! Fra Fagnano e Bolladello occupiamo 30 persone”.

Quando esattamente avete dato il via al progetto di diversificazione produttiva?

“Nel 1996 abbiamo aperto la Fimas Srl a Fagnano Olona”, risponde Adriano Pigni.

“Oggi ci lavorano 50 persone e il fatturato 2017 sarà pari a 12 milioni di euro. L’export incide per il 20% ed è prevalentemente indirizzato in Europa. Quest’anno siamo ulteriormente cresciuti e abbiamo fortemente investito nell’ampliamento della sede produttiva e anche nell’arricchimento del processo produttivo”, sottolinea Niccolò Pigni.

Proviamo a quantificare gli investimenti.

“Stiamo parlando – specifica Adriano Pigni – di 10 milioni di euro dal 1995 fino ad oggi. Non le nascondo che Fimas ha fatto da ‘cassaforte’ per la nostra area tessile nei momenti più difficili della crisi che è stata, ed è tuttora, una ‘crisi selettiva’. Chi … sopravvive si rinforza e migliora le proprie performance”.

“Anche le crisi hanno il loro lato positivo. Sei obbligato – sostiene Niccolò Pigni – a inventarti qualcosa di nuovo e sei costretto a dare il meglio un giorno sì e l’altro pure. In altre parole: per rimanere competitivo devi innovare e internazionalizzare. Esattamente quello che stiamo facendo noi”.

“Stiamo puntando su nuove tecnologie, oltre il cosiddetto ‘master in granulo’, e su nuovi mercati in Europa e anche fuori dall’Europa. Questa annata è stata buona, contiamo di migliorare ulteriormente nel futuro”, dice Alberto Pigni.

Della serie: i “traguardi” sono fatti apposta per essere superati.

“Io preferisco definirli dei… punti di partenza da cui (ri)partire con rinnovato entusiasmo e desiderio di crescere!”, conclude Niccolò Pigni.

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