NORBERT KERESZENY OTTIENE IL PUNTEGGIO PIù ALTO SU SCALA NAZIONALE
Test di Medicina, il più bravo d’Italia è un diciannovenne castellanzese

Il castellanzese di 19 anni Norbert Kereszeny, fresco di maturità scientifica, ha ottenuto il punteggio più alto d’Italia al test di Medicina e Chirurgia. Una storia di impegno, talento, dedizione, ma anche un riconoscimento al buon lavoro del liceo “Arturo Tosi” che lo ha formato

corriere.it

Riccardo Torresan

CASTELLANZA

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Criticato, odiato, bistrattato. Negli ultimi mesi, il test d’accesso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia ne ha subite di tutti i colori (a ragione o meno). Eppure, salvo qualche proclama sensazionalistico dalla politica, il test è ancora al suo posto, a guardia dei quasi 12mila posti assegnati annualmente. Talvolta, però, il più detestato dei processi selettivi sa consegnare anche qualche momento di gioia e di orgoglio. Così è accaduto a Norbert Kereszeny, di Castellanza. Diciannovenne, di origini rumene e appena uscito dal quinquennio al liceo scientifico “Arturo Tosi” di Busto Arsizio, Norbert ha infatti subito un’improvvisa ondata di celebrità dopo aver conseguito, all’ultimo test di Medicina tenutosi, il miglior punteggio di tutta Italia.

Su un massimo di 90 punti, il castellanzese ha totalizzato – nel test del 3 settembre scorso – uno stupefacente 82,4. Un risultato che lo ha posizionato in cima alla graduatoria nazionale garantendogli – naturalmente – l’accesso alla tanto agognata facoltà.

Abbiamo quindi raccolto una sua testimonianza a caldo.

“Più o meno a metà del mio percorso liceale – racconta Norbert – ho capito che avrei voluto studiare Medicina. Da allora ho iniziato a prepararmi, anche se in maniera discontinua fino al quinto anno. Ho cercato di studiare al meglio le materie scientifiche, fatto numerosi esercizi e corsi specifici di Alphatest, studiando tutta estate”.

Una preparazione che, in quella fatidica giornata, ha dato i suoi frutti, consentendo a Norbert di affrontare con assoluta sicurezza le parti di matematica, fisica, chimica, ma anche logica e cultura generale.

“Una grande parte di questo risultato – sottolinea – è da attribuire al mio liceo. Sapevo che era un’ottima scuola, ma solo ora, dall’esterno, mi rendo conto davvero di quanto mi abbia dato. Grazie al Tosi oggi ho ottenuto questo risultato, un domani potrò arrivare ovunque”.

Naturalmente, non potevamo esimerci dal chiedere, a chi questo test lo ha appena affrontato, un’opinione sul dibattito che ha occupato buona parte dell’estate.

“Il livello di difficoltà è sicuramente alto – conferma Norbert – nonostante cambi spesso da un anno all’altro. A parte questo, penso che un certo grado di selettività debba esserci, almeno per un corso di laurea che richiede molto impegno e sacrificio. Certo, va anche ammesso che gli studenti dei licei scientifici partono probabilmente con una marcia in più”.

A questo punto, per il ragazzo di Castellanza si aprono le porte dell’Università degli Studi di Milano, i cui corsi di Medicina e Chirurgia sono in partenza il 14 ottobre.

“Non vedo l’ora di iniziare – dice l’ormai ex-liceale – perché sono molto curioso di scoprire com’è la vita da universitario. Ho scelto la Statale di Milano perché amo questa città, ma anche per la reputazione di cui gode in ambito accademico. Non so ancora quale sarà la mia professione nello specifico, ma so di volermi impegnare al massimo e scoprire in questi anni cosa mi affascina di più”.

Una storia a lieto fine in mezzo alle tante, troppe, notizie negative, confuse e scandalistiche che siamo abituati a leggere. Una risposta, quella di Norbert, che è anche quella di un’intera generazione. Quella generazione di giovani che si sentono dare degli scansafatiche, degli inconcludenti e che invece sembrano spesso essere gli unici ad avere le qualità per riprendere il timone di una barca che va alla deriva.

Copyright @2019

NELLA STESSA CATEGORIA