Tifo bustocco

Si torna a "respirare" aria di Pro Patria, proiettata nel futuro. Respiri audaci per un campionato da far paura: un thriller, con "destinati a vincere" e outsider, come la Pro Patria, del resto

Gianluigi Marcora

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Si torna a “respirare” aria di Pro Patria, proiettata nel futuro. Respiri audaci per un campionato da far paura: un thriller, con “destinati a vincere” e outsider, come la Pro Patria, del resto. Noi, la Pro l’abbiamo nel cuore. Quelle strisce biancoblu sulla maglia fanno suscitare antichi ricordi. Non quelli dei “pantaloni corti” dell’infanzia che giudico ….premonitori ad un tifo contenuto e focoso, al tempo stesso, ma sempre veritiero, mai coriaceo che è di persona priva di sensibilità.

Il tifo Bustocco è di quelli sani, come si usa col Toro, come fanno a Napoli, come si usa a San Siro (per il Milan, intendiamoci), quando il pubblico “gioca” e incita, specie nei momenti di difficoltà. A Varese (è un ricordo), la Pro Patria che tiene lo 0-0 con Fornasaro in porta dei biancorossi. Attacca la Pro Patria ed io sono a mordere la rete metallica della recinzione. Il tiro di Meraviglia è davvero una ….meraviglia. La palla è oltre la linea di porta. La vedo ed esulto…..Forsanaro sbatte fuori la sfera e “quel ragazzo” non ce la fa a tacere. Busco qualche strattone di gente in giro e quasi si apre un parapiglia fra giovani e adulti. Mi salva lo zio Giannino. Non era gol. Finisce 0-0 punto perso.

A Trieste, invece siamo al “gemellaggio” fra tifosi del Pro Patria Club e gli Alabardati – Triestina. Si gioca al “Nereo Rocco” dopo una nottata in albergo con “frizzi e lazzi” consumati in compagnia. C’era Gildo Pozzi, a quel tempo, Presidente del Club che aveva organizzato la trasferta di due giorni con tanto di visita alla città.

In tribuna stampa, siamo Luciano Pistocchini ed io, fra una ventina di altri colleghi, tutti della Triestina. Bidese è attento, ma già dai primi minuti, raccatta il pallone in rete: 1-0 per loro. Noi, zitti e attenti. Dicono a Busto “i morti s’a purtàn via candu’in frègi” e la Pro Patria è viva. Premono gli alabardati. E’ un’ecatombe e di sacrifici; azioni, tutte a loro vantaggio….ma si sta sull’1-0 sino quasi allo scadere. Bidese, quel giorno è una… piovra…mani, piedi, corpo, cuore. Noi lì, in tribuna stampa a digrignare i denti, a soffrire, ma pure a ….sperare, cogli occhi sbarrati!

Quella Pro Patria – tuttavia – sapeva onorare il calcio, Busto Arsizio, dignità …appartenenza.

In difesa c’è Merli Sala, giocatore che “conosceva” solo l’area di rigore. Il resto, non era affar suo. E siamo all’88° e Merli Sala vince d’impeto un contrasto….toh esce dall’area. Tackle vincente e la sua corsa prosegue, poi evita pure un avversario che gli si fa incontro. Lo vede Giorgio Morini, ex Milan, ex Roma, ex Varese….uno che dà del tu al pallone e che gli scrive sopra cosa devi fare. Merli Sala è titubante, gli “regala” il pallone quasi fosse un’ossessione. Pistocchini ed io siamo allibiti. Che fa, Merli Sala? ….perbacco avanza e Morini “lifta” un pallone col “dai e vai” e Merli Sala non interrompe la corsa. Somiglia a un “ardito-guastatore” proiettato verso la trincea avversaria. Riceve la sfera: c’è scritto sopra “fai il meglio che puoi fare” ….è eccessivo dire “che sai fare”. Il terzino non è elegante, ma è un tipo tosto. Merli Sala riceve il pallone; legge in fretta, E’ al limite dell’area avversaria e il portiere è quasi accosciato, pronto per inasprire il volo…dove tira colui?

E’ al limite dell’area, Merli Sala …..per lui è un pezzo di campo mai visto, forse immaginato oppure messo lì apposta per far giocare 22 ragazzi….poi, sul pallone c’è scritto “tira una bordata” e Merli Sala lo fa alla perfezione. Rivedo il film come alla moviola: la palla colpita a morte riceve una spinta catastrofica, il portiere avversario non sa se pregare o sperare in un colpo maldestro; lo vedi che non è sereno, aspetta atterrito e ….la palla viaggia a velocità supersonica. Vedi una mano che si protende, i legni della porta che schizzano via per garantirsi la loro incolumità e il pallone va nel “sette” dove laggiù, nemmeno gli angeli possono arrivare.

Luciano ed io schizziamo in piedi, al di là del bon ton, dell’ospitalità…..urliamo come ossessi, ci abbracciamo cogli occhi sbarrati ….gol gol gol e ….portiamo via da Trieste un pari che (a onor del vero) non ci apparteneva, ma a conti fatti, la “maginot” della Pro Patria aveva resistito. Morini aveva illustrato il gioco e il “favoloso” Merli Sala l’aveva finalizzato. Un punto così è da incorniciare.

Poi, gli “inviti” dei colleghi della Triestina era tutto indirizzato a noi, verso le “mule” di Trieste e io e Luciano “accettavamo”. Inviti sensati, gustosi, beatificanti e sul pullman, al ritorno si cantava col cuore ….Pro Patria alè…Pro Patria alè….alè….alè. Buona serie C amore Pro Patria!

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