Racconto di una rimonta bustocca
Tigrotti nati in Valle Olona

Filippo Ghioldi, espressione del settore giovanile biancoblù, è maturato bene ed ormai scorazza quasi disinvolto attorno a Le Noci e comprimari di cordata. Già gli riesce far bene, andrà ancor meglio sotto l’amorevole sferza di Ivan l’inflessibile. Filippo facci sognare, amò dei mai scordati Turconi, Borra e Taglioretti, nati per l’appunto in Valle Olona...

Giorgio Giacomelli

BUSTO ARSIZIO

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La Pro Patria retrocede in serie B il 19 giugno 1955 a suon di 6 gare vinte, 9 finite in parità, 19 perse, 29 gol fatti e 55 subiti. Tre mesi dopo, con delibera della CAF (Cassazione del Calcio), viene  riammessa unitamente alla SPAL in A, a  spese di Catania ed Udinese.

A Busto è corsa contro il tempo per riassettare l’intera dirigenza biancoblù dimissionaria, rimpolpare il parco calciatori falcidiato da determinazioni piovute dall’alto.

Il Dott. Angelo Garavaglia riassume la carica di presidente, lestamente conferma l’allenatore Imre Semkey, gli affida una rosa di 21 giocatori, compresi i ragazzi Amadeo, Borsani, Colombo M., Frascoli, Nicora e Taglioretti. La prima è contro la Fiorentina, allenata da Fulvio Bernardini, il 18 settembre 1955 al comunale di Busto Arsizio. I Viola fanno stacco in attacco con giocate arrembanti, piacevoli ed al 9′ sono in vantaggio con Virgili, bene assecondato dal funambolo carioca Julinho, dal talentuoso gaucho Montuori. Dietro Beppone Chiappelli a chiudere ogni varco, detta i tempi per gli avanti, sussurra al gruppo schemi a piacimento. Al 48′ Julinho scatta sulla fascia destra, salta un paio di avversari, tira una rasoiata imprendibile per il portiere biancoblu Oldani, raddoppia la posta per la sua squadra.

Indi, d’incanto, la Pro Patria rispolvera lo spirito del “tigrotto felino dai balzi pericolosi”, ovvero son ranzate a tutto quello che affiora sopra l’erba del terreno di gioco. Al 60′ il biancoblu Danova, con lesta zampata appena fuori l’area, accorcia le distanze, all’80’ il lungo mediano Orzan, di testa, invita all’inchino il portiere Sarti per il gol del pareggio.

I viola rimproverano un palo, i biancoblù recriminano per un salvataggio del terzino Magnini a portiere battuto.

Alla fine la Fiorentina si fregia per la prima volta del titolo di Campione d’Italia, la Pro Patria  mestamente abbandona definitivamente la serie A.

Nel corso della stagione amaramente conclusa Borsani gioca 27 partite che assommate alle 21 del campionato precedente evidenziano 48 gare in serie A. Se ne accorge la Lazio, lo invita all’Olimpico per una prova. Natale incanta anche gli avversari, non papà Sante che gli impone, di corsa, di rientrare a Busto a vendere pezzotti. Se ne rende conto l’Atalanta, lo schiera proficuamente in 18 gare accanto ai nazionali azzurri Carletto Annovazzi e Nanu Bassetto.

Natale Borsani, bustocco doc, tira i primi calci all’Oratorio dei Frati, poi all’Antoniana, indi alla Pro Patria “ragazzi”. Matura presto e non ancora ventenne si guadagna il posto di titolare tra i Tigrotti militanti nel campionato di serie A 1954/55. Buon sangue calcistico locale ed appena limitrofo, Valle Olona, non mente.

Filippo Ghioldi, espressione del settore giovanile biancoblù, è maturato bene ed ormai scorazza quasi disinvolto attorno a Le Noci e comprimari di cordata. Già gli riesce far bene, andrà ancor meglio sotto l’amorevole sferza di Ivan l’inflessibile.

Filippo facci sognare, amò dei mai scordati Turconi, Borra e Taglioretti, nati per l’appunto in Valle Olona.

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